DI DI CORI SERGIO
Le elezioni le hanno perse (insieme) Renzi e Grillo, due facce di due medaglie molto diverse tra di loro, ma i loro accoliti condividono la stessa identica miseria umana.
Perdiamo tutti, dunque.
Vince l’asse iper-liberista mascherato, ovvero quello autenticamente populista all’italiana ben rappresentato dall’asse immortale Berlusconi/Salvini/Alfano: tutti gli anti-pentastellati livorosi a festeggiare azzannando Grillo e tutti i grillini inviperiti a ricordare che ha perso Renzi perché vede molti suoi sindaci non rieletti.
Si azzuffano tra di loro sulla pelle degli italiani.
Tra i due litiganti….
In realtà abbiamo perso tutti: da oggi campagna elettorale asfissiante, debordante, ossessiva, a livello quotidiano, senza sosta, per lavorarsi ai fianchi sia Grillo che Renzi e arrivare a febbraio con il paese pronto a ritrovare se stesso promuovendo bicamerali, sensi di responsabilità nazionale, el pueblo unido, e amenità varie, appena appena quelle necessarie e sufficienti per riesumare dal cimitero della Storia le vecchie mummie ammuffite che hanno spolpato, depredato, annichilito e ammorbato il paese negli ultimi 60 anni.
Ma il popolo italiano non è vittima. Affatto.
E’ complice.
Consapevole della propria miseria interiore e delle proprie aspirazioni da piccolo-borghesi mitomani.
E’ l’arma migliore, questo pueblo unido, e quella più sottile, nelle mani ben curate delle cariatidi resuscitate ad arte da Renzi/Grillo.
Non a caso si chiama populismo.
Oggi, Silvio Berlusconi è l’unico autorizzato a stappare lo champagne.
Infatti, lo fa.
Raglia raglia, giovane Itaglia.
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