DI GIANFRANCO MICALI

Come si fa a trarre conclusioni dalle elezioni di ieri ? Le amministrative sono già di per sé frammentarie e pochissimo indicative. C’è chi indica in Berlusconi il trionfatore, dimenticando che il centrodestra unito è avanzato solo e soprattutto grazie alla Lega, e per di più in comuni e in regioni nelle quali già aveva salde posizioni.
Renzi manda candidati al ballottaggio dove ha l’appoggio degli scissionisti e della sinistra, dimostrando quanto sia stata finora sbagliata la sua politica.
Tutti poi si affrettano a cantare il de profundis per i 5 stelle che non riescono ad andare ai ballottaggi quasi in nessun comune. Certo, l’esperienza di Roma ha giocato a loro sfavore, e Parma con Pizzarotti quasi trionfante si rivela uno smacco.
Ma, oltre all’ essere sfavoriti dalla bassa affluenza(molti grillini veleggiano border-line tra protesta e assenteismo alle urne) sono stati puniti dal metodo di selezione.
Nei comuni conta la visibilità, la rinoscibilità del candidato e chi viene selezionato da 30 o 40 persone quasi mai può vincere.
Le politiche, insomma, saranno in ogni caso un’altra cosa, ma il rischio è che Berlusconi e Renzi approfitteranno di questa boccata d’ossigeno per imporre una legge elettorale che tarpi le ali alla sinistra e ai 5 stelle. Il loro sogno sarebbe una formula maggioritaria simile a quella che con il 32% ha permesso a Macron di conquistare il 72 % dei seggi. In politica però esiste un’altra regola: chi entra Papa esce Cardinale

Annunci