DI STEFANO SYLOS LABINI


La netta vittoria di Macron, sebbene azzoppata dall’astensione, ridà fiato agli europeisti e mette da parte le velleità sull’uscita dall’euro. Ma ci vorrà poco tempo per capire che la politica economica europea non è destinata a cambiare e che servono soluzioni fuori dagli schemi come la Moneta Fiscale per uscire dalla gabbia dell’austerità. Dunque, gli europeisti sono molto soddisfatti ma bisogna stare attenti all’astensionismo che sta crescendo in tutta Europa. Questo significa che la protesta non prende più la strada politica e parlamentare ma potrebbe esplodere a livello sociale e diventare incontrollabile.
Macron non deve montarsi la testa: anche se non avrà un’opposizione parlamentare potrà trovare una fortissima opposizione sociale qualora varasse provvedimenti contro il mondo del lavoro e le fasce più deboli: il 50% di astensione è un segnale preoccupante che va interpretato come sfiducia nella politica e verso il futuro.
In Francia la sinistra è scomparsa: se gioca sempre in difesa e non fa proposte dirompenti e fattibili non ha speranza. In una situazione di elevata disoccupazione è inutile parlare di redistribuzione del reddito: il mondo del lavoro è troppo debole e le proposte della sinistra non risultano credibili.
In Italia il M5S non ha conseguito un grosso risultato nelle elezioni comunali: aldilà dell’influenza locale, se il M5S non esce dall’ambiguità e non fa delle proposte fuori dagli schemi come la moneta complementare comunale, è destinato ad arenarsi. A livello nazionale, la Moneta Fiscale può consentire di finanziare rapidamente il Reddito di Cittadinanza e nuovi investimenti pubblici per dare una spinta alla ripresa dell’economia. Ed è ora di lasciar perdere il referendum sull’euro che farà solo aumentare il caos in cui è precipitata l’Italia.

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