DI UDO GUMPEL
“Mi accusi di lisciare il pelo dei razzisti?” Mi chiese, a bruciapelo, Beppe Grillo, 4 anni fa, quando criticai le sue uscite anti-migranti durante la campagna elettorale. “Si”, gli risposi. Si.
Ora tutti si scandalizzano per le sue nuove uscite contro i migranti, i Rom. Nulla di nuovo sotto il sole. L’ha gia detto tutto. Vi ricordate del suo veto contro la “sua” maggioranza dei “Portavoce” in Parlamento che desideravano sostenere un emendamento a favore dell’accoglienza dei migranti? Quando lui parlò di “risultato da prefisso telefonico”, se avesse messo una politica troppo accondiscente verso le richieste della Chiesa sull’accoglienza? No, Grillo non è un razzista dell’ultima ora. La sua vicinanza alle posizioni della Lega e dei FdI, le altre formazioni politiche italiane di forte connotazione xenofoba è vecchia, consolidata. Un’altra cosa sono gli attivisti. La maggior parte di essi ha una storia di sinistra, oppure sinistroide, come il nostro amato “Dibba”, quello della comprensione per le “ragioni” dell’IS che ci è pero fatto mancare il suo viaggio a Raqqa, per l’inizio delle trattative.
Non ha importanza se Grillo o Casaleggio siano per davvero razzisti oppure lo dicono “solo” per motivi di concorrenza elettorale con Salvini. Lo è nei fatti, punto e basta.
Credo però che il suo tentativo di intercettare voti xenofobi vada a vuoto. I suoi attivisti li vedo in grande difficoltà a seguirlo e una bella fetta del suo elettorato idem. Grillo non vuol capire che lo si vota non per il suo bel programma, ma come protesta contro il PD, il sistema dei partiti al governo da decenni. E’ un voto di rivolta, ma non necessariamente razzista.
Il problema per Grillo, così come per gli altri razzisti di ritorno, che non lo sono per intima convinzione, ma per calcolo, è che la gente, nella cabina elettorale, se tanto desidera votare la protesta razzista, voterebbe piuttosto l’originale, non la copia pentastellata.
A parte del fatto che i fatti medesimi, siano la smentita totale delle invettive razziste, come nel caso di Roma: I Rom a Roma sono attualmente finanziati dall’UE, grazie a Marino, così come i progetti di inclusione, e la fantomatica chiusura di campi, Alemanno dixit, porta soltanto, senza percorsi di inclusione, a nuovi campi abusivi, gia visto tutto. E i Migranti? La Prefettura lo ha detto subito: Roma accoglie attualmente 9mila, è pure sottoquota di 2mila. Altro che “invasione” di salviniano ricordo, quando lui, il grande Mattacchione, chiamò 100.000 Milanesi a protestare contro l’invasione “siriana”, vi ricordate i 43.000 Siriani arrivati in Centrale, senza dire, ai bravi Milanesi, che di questi soltanto 48 avevano fatto richiesta di asilo a Milano, obtorto collo, in quanto minorenni, costretti dalla Polizia, tutti gli altri si erano gia messi in viaggio per il Nordeuropa. Scusate la dettagliatezza del mio post, ma io c’ero. E il dialogo con Beppe l’ho vissuto io, in questo sono “testimone storico”.
No, non credo che Beppe sia veramente razzista. Credo che lo dica per calcolo di convenienza, perché in fondo non gliene importa ne degli uni, ne degli altri. Cosi come ha sepolto per un attimo la propaganda anti-EU, anti-Euro. Perora non conviene, allora lasciamolo nel frigo. Per ora si diverte, ad esser il “Capo Politico” di questa sua creatura, ma un domani potrebbe anche ritirarsi in un posto dove il suo denaro già è arrivato.
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