DI FRANCESCO ERSPAMER

Mentre la sinistra buonista è occupata a fascistizzare chiunque voglia regolamentare la società e la globalizzazione, la deregulation liberista sta rendendo i ricchi sempre più ricchi. E se qualche regola sopravvive, per esempio imponendo loro di contribuire al bene comune con qualche tassazione, quelli la aggirano: un articolo del Guardian (copio il link nel primo commento) rivela la misura dell’evasione fiscale praticata da milionari e miliardari. C’è una parola precisa per definirli, ormai desueta: avidità. I Ronaldo e i Messi, che con guadagni annuali vicini ai cento milioni fanno di tutto per evitare di darne una percentuale al paese nel quale di sono arriccihiti, sono la norma e non è un caso che si tratti di due mercenari e di due vincenti; la mancanza di un senso di appartenenza, di una comunità di riferimento, inevitabilmente distrugge ogni preoccupazione morale facendo regredire la società dalla civiltà a un regime di conflittualità in cui si affermano i più forti e i più furbi (ma oggi si parla di meritocrazia). Il risultato, intenzionale, è l’indifferenza della gente: per restare col calcio, nessuno si scandalizza che per trattare il passaggio di calciatori da una squadra all’altra, gli incontri abbiano luogo a Montecarlo. Del resto la popolarità di Valentino Rossi non diminuì e forse aumentò dopo la sua condanna per evasione fiscale. Non illudiamoci: la deriva continuerà finché un movimento populista (che spero sia di sinistra ma altrimenti sarà della destra estrema) tornerà a lavorare non per vincere le elezioni a qualsiasi costo (ossia vendendosi alle multinazionali) bensì per far crescere, gradualmente, la coscienza del popolo.

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