DI ENNIO REMONDINO

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Le guerre che lacerano il mondo ma non l’indifferenza. Attenzioni zero -rileva Analisi Difesa- e cronache italiane di conseguenza. Raqqa e Mosul, chi e dove? Eppure erano, sono, le ‘capitali’ del dominio Isis in Siria e Iraq, che terrorizza il mondo. Indifferenza, salvo che i seguaci del Califfo, forse morto, non vengano a colpire a casa nostra, e allora è tutta prima pagina.
Le guerre del ‘quasi’ e del ‘forse’, che non è molto onorevole per le cose militari e per il giornalismo che se ne occupa. Raqqa e Mosul ‘quasi’ cadute ci dice Analisi Difesa in un suo reportage. Dalla quasi guerra alla quasi vittoria, e via rinviando la conclusione di ciò che era stato troppe volte imprudentemente promesso.
«A giudicare dallo spazio dedicato dai grandi media, specie in Italia, non sembra essere una gran notizia la disfatta militare dello Stato Islamico in Iraq e Siria e la probabile morte di Abu Bakr al-Baghdadi, con tutte le conseguenze di cui già da tempo si vedevano le anticipazioni», scrive indignata AD.
Cose militari
Le forze curdo-siriane sostenute dagli Stati Uniti hanno annunciato di aver conquistato una zona a nord-ovest di Raqqa, il quartiere Romaniah, dopo due giorni di combattimenti. L’Osservatorio Siriano da Londra, voce anti Assad vicina ai ribelli, ha fatto sapere che i curdi controllano anche un quartiere nell’est della roccaforte dell’Isis in Siria. Difficile disporre di maggiori dettagli per l’assenza di fonti neutrali sul campo di battaglia.
L’offensiva che ha portato le truppe delle SDF appoggiate da forze speciali anglo-americane a raggiungere la capitale del Califfato avrebbe provocato anche numerose vittime civili. Almeno 653 dal 15 marzo ad oggi a causa dei raid della Coalizione a guida Usa e dell’artiglieria delle milizie curde secondo quanto riferito da Aki-Adnkronos.
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http://www.remocontro.it/…/raqqa-mosul-quasi-cadute-califf…/
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