DI ENNIO REMONDINO
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Il sempre sorridente segretario generale delle nazioni unite Ban Kimoon, ha annunciato di essere stato costretto a togliere l’Arabia Saudita e altri paesi che compongono la coalizione a guida araba che combatte in Yemen da una lista che elenca gli stati che violano i diritti dei bambini nei conflitti armati. Assolti per soldi. La guerra in Yemen è iniziata nel marzo 2015 e vede la coalizione a guida saudita contrapposta ai ribelli sciiti Houthi, sostenuti dall’Iran.

Il sempre sorridente segretario generale delle Nazioni Unite, confessa al pianeta di non contare nulla di fronte a una montagna di soldi segnati da una sgradevole puzza di petrolio, e racconta di essere stato costretto a togliere l’Arabia Saudita e altri paesi che compongono la coalizione a guida araba che combatte in Yemen, da una lista che elenca gli stati che violano i diritti dei bambini nei conflitti armati. L’assoluzione del petrodollaro.
L’Onu aveva aggiunto alla lista l’Arabia Saudita lo scorso 2 giugno, dopo l’uscita di un report che indicava la coalizione come responsabile della morte del 60 per cento dei 1.953 bambini uccisi nel conflitto. Sono bastati pochi giorni, però, perché l’Arabia e altri paesi alleati iniziassero a esercitare sulle Nazioni Unite una pressione insostenibile. Se ci mettete nella lista dei cattivi, assassini di bambini, “niente più soldi da parte nostra”.
Il segretario generale, ha ammesso in conferenza stampa, si è trovato così di fronte a una scelta impossibile: tenere fede alla coerenza morale delle decisioni prese dall’ente da lui guidato o veder sprofondare alcuni importanti programmi umanitari in Siria, Sudan del sud, Palestina: i fondi all’Onu di Riad e dei paesi del Golfo sono ingenti.
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http://www.remocontro.it/…/ricatto-saudita-allonu-sui-mass…/
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