DI BARBARA PAVAROTTI
Non ci rimangono che loro. I santi in paradiso. Gli unici forse oggi in grado di garantirci protezione. E parliamo di santi veri, mica dei politici quaquaraquà che promettono solo quando ci chiedono il voto. Almeno loro, i santi, qualche miracolo lo hanno fatto. E a crederci, anche se la devozione popolare ormai è sempre più annacquata, pare siano utili per un sacco di cose. Prega che ti passa, dicevano le nonne, le cui case abbondavano di santini. Quelle immaginette sacre che, secondo la tradizione, non vanno mai buttate nella spazzatura, ma bruciate.
In caso di malesseri fisici, c’è un vastissimo campionario di santità a cui rivolgersi. Ognuno ha la sua specializzazione: c’è un santo rimedio per ogni malanno. Non occorre leggere attentamente le avvertenze, non servono foglietti illustrativi, basta crederci. Il ventaglio della santa protezione si estende a oltre 150 patologie con circa 650 fra santi e beati pronti alla bisogna, per cercare di fornire aiuto e salute.
Per il mal di gola è ottimo San Biagio, mentre per la raucedine si raccomanda San Bernardino da Siena, gran predicatore dal pulpito. Per raffreddore e bronchiti San Mauro, per il torcicollo Sant’Andrea. Per i dolori alla schiena è consigliabile invocare San Dodone di Haske, per la sciatica San Livino , per una slogatura San Felice di Nantes. Per i reumatismi non c’è che l’imbarazzo della scelta, vista la forte richiesta: San Leandro di Siviglia, San Filippo Neri, San Cristoforo. Contro le malattie infettive miracoloso è San Benedetto, contro l’epilessia rivolgersi a San Valentino. Per le malattie nervose e la rabbia c’è Sant’Acario di Noyon, il patrono dei caratteri difficili. San Carlo di Borromeo deve essere scomodato solo in caso di epidemie. Problemi oculistici? Ci pensa Santa Lucia, la protettrice degli occhi. I guai dermatologici sono di competenza di San Bartolomeo, quelli addominali di Sant’Erasmo. San Lorenzo si occupa di ustioni e dolori lombari, Sant’Antonio Abate libera dall’Herpes Zoster anche detto Fuoco di Sant’Antonio perché in vita ne soffrì e insegnò a curarlo. San Pietro Eremita e Sant’Apollonia sono specializzati in ortodonzia. Per l’otite c’è San Calimero, mentre per le malattie infantili gli esperti sono tre: San Romano Abate, San Filippo e Santa Felicita. San Pasquale Baylon viene mobilitato per risolvere la sterilità maschile. Mal di testa? Si invoca San Dionigi. Mano santa contro le punture di insetti è una preghiera a San Vito, per i morsi di rettili chiedere a San Domenico.
Peccato solo che in farmacia, oltre alle medicine, non diano anche i corrispettivi santini così il farmaco sarebbe meglio e santamente accompagnato.
Ormai si ride su queste che sono considerate vecchie credenze popolari, ma dietro tutto questo scomodare il Paradiso, ci sono secoli e secoli di devozione in cui si affidava il malessere fisico al potere taumaturgico della santità, che almeno però guai non ne combinava. Oggi ai santini si preferiscono i santoni, che fanno un sacco di danni: non siamo peggiorati?
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