DI CHIARA FARIGU

Una volta era il paradiso che poteva attendere. Oggi no. Oggi é la scuola che si fa da parte dinanzi ad altri eventi considerati prioritari. L’attività didattica, l’apprendimento, la socializzazione integrazione inclusione e chi più ne ha più ne metta vanno tutte in soffitta, o meglio fuori dagli istituti di fronte a qualunque accadimento culturale o pseudo tale organizzato dai Comuni di turno. L’ultimo in ordine se non di polemica quanto di dibattito é Modena che ha organizzato addirittura un summit nell’aula magna del liceo Muratori San Carlo tra i presidenti delle commissioni degli esami di Stato e i dirigenti delle scuole superiori di concerto con la dirigente dell’ufficio scolastico per rinviare l’esame di stato del 1° luglio. La motivazione? Canta Vasco! Già. Il mega-concertone del dio del rock che festeggia 40 di carriera ha fagocitato non solo Modena ma anche le zone limitrofe le quali anch’esse sono a rischio rinvio data esami. Nell’area del concerto, situata in un raggio di circa quattro chilometri, si potrá accedere solamente se provvisti del biglietto dello show e la viabilità é fortemente compromessa, della possibilità di parcheggiare non se ne parla proprio. É prevista la presenza di oltre 220mila fan ed il caos al Modena Park e dintorni é assicurato. Non c’è dubbio che il concertone abbia tutte le prerogative per essere uno degli eventi musicali più imponenti dell’anno e che il ‘Blasco’ sia sempre il numero uno, tuttavia, ci si domanda, visti anche i differenti orari, antipomeridiano l’impegno scolastico e decisamente notturno lo sballo musicale, era davvero il caso di rinviare la data degli esami fissata a livello nazionale? É davvero questo l’insegnamento che si vuol dare e cioè che la scuola può sempre attendere?

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