DI CHARLOTTE MATTEINI
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Io mi ricordo bene gli epiteti che lanciai contro Ibrahimovic e Balotelli quando se ne andarono dall’Inter per approdare al Barcellona e al Milan. Ibrahimovic, me lo ricordo ancora, solo un anno prima aveva dichiarato di voler diventare il nuovo capitano dell’Inter dopo Zanetti. Mi stupisco vi stupiate per Donnarumma e lo accusiate. Il copione è sempre il medesimo. Anche in questo caso i rapporti tra il club e Raiola erano tesi da mesi, lo scenario era prevedibile.
Donnarumma ha 18 anni, ha un procuratore che è un vero e proprio squalo e che in quanto squalo fa egregiamente il proprio lavoro, che è noto nel mondo del calcio per essere uno che gestisce le carriere dei propri assistiti guardando al massimo guadagno potenziale e mai al cuore. A questo servono gli agenti, mica ad altro.
Di bandiere nel calcio ne esistono ben poche, a un diciottenne non si può chiedere questo tipo di attaccamento alla maglia, che a mio parere nasce più tardi, quando magari hai già più esperienza alle spalle. A 18 anni vuoi spaccare il mondo, ti fai magari anche manipolare e convincere del fatto che la scelta migliore sia abbandonare il club che ti ha cresciuto.
Va così, nel professionismo va quasi sempre così. Brutto da dire, ma voltate pagina.
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