DI BEBO MORONI
Le crisi economiche pilotate, come questa, hanno un effetto secondario, se secondario si può definire, quello di acuire lo scompenso tra le classi meno abbienti la cui marea s’infoltisce di borghesia una volta dignitosamente benestante e ora in difficoltà, con il risultato di eliminare ( e non è un effetto indotto, è un effetto abilmente cercato) quei principi minimi di solidarietà e compassione, che in qualche modo uniscono la società nelle crisi apparentemente più devastanti ( le guerre, le epidemie etc.). La grande assente nell’asperrima lotta tra morenti e pencolanti, è la tenerezza. E questo si riflette non solo nei rapporti sociali, ma anche in quelli interpersonali. Basta seguire una mezza giornata di discussioni su queste pagine per capirlo.
La crisi, volutamente, artatamente, incarognisce.
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