DI ALESSANDRO ALBANO (nostro corrispondente da Londra)

alessandro-albano-alga

Londra. Se fino a ieri le speranze di trovare i dispersi erano minime, nel tardo pomeriggio sono arrivate le dichiarazioni del comandante della Metropolitan police di Londra, Stuart Candy che ha fatto intendere che ogni possibile speranza al riguardo può essere quasi definitivamente accantonata. “C’è tristemente il rischio che non saremo in grado di identificare tutti, ci vorranno settimane per bonificare l’edificio”, ha detto il capo della polizia Candy che non ha fornito un numero esatto dei dispersi ed ha poi aggiunto: “Speriamo che il numero finale delle vittime non sia di tre cifre”. In ospedale, sono ancora ricoverati 34 persone, di cui 18 versano in gravissime condizioni.

Intanto, le vittime accertate fino ad ora sono 17. Tra queste, oltre ai due ragazzi italiani ancora dispersi – Gloria Trevisan e Marco Gottardi – sono state identificate sei persone. La prima si chiamava Mohammed Alhajali, 23enne rifugiato di origini siriane e studente di ingegneria civile alla West London University, dove si era da poco iscritto– il fratello Omar si trova in ospedale ma in condizioni stabili, secondo quanto riportato da Sky News. Il Daily Mirror riferisce inoltre del salvataggio di due sorelle, Malek e Tazmin Belkadi rispettivamente di 6 e 8 anni, che abitavano al 20esimo piano insieme ai genitori e alla sorellina più piccola di sei mesi e di cui non si avevano avute notizie fino al pomeriggio di ieri. Al momento, sono ricoverate nelle corsie d’ospedale insieme agli altri feriti. I genitori e la più piccola risultano, per ora, ancora dispersi.

I vigili del fuoco sono riusciti a trarre in salvo circa 70 persone lavorando assiduamente da mercoledì mattina, ma non sono ancora riusciti a raggiungere gli ultimi piani e altre parti dell’edificio, per la maggior parte inagibile. Nel pomeriggio di ieri, il capo del London Fire Danny Cotton, ha sospeso temporaneamente le attività di soccorso. “Non voglio mettere a rischio la sicurezza dei miei uomini – ha detto – nove di loro sono rimasti leggermente feriti durante le operazioni. Ci piace pensare a noi stessi come dei duri, degli eroi… eroi lo sono, ma hanno dei sentimenti, e sono sconvolti” ha poi aggiunto Cotton.Sempre secondo il capo dei vigili del fuoco, è troppo presto per accertare le cause del devastante incidente. “E’ troppo presto per speculare sulle cause dell’incendio. Ciò che è certo – ha spiegato – è che nella mia carriera non avevo mai visto un incendio simile. Le fiamme si sono propagate molto velocemente”.

Tuttavia, dalle prime indagini condotte emerge che i pannelli antincendio intorno all’edificio non sarebbero del tutto ignifughi. Il Times, che ha parlato con un dipendente della Reynobond – l’azienda americana che produce i pannelli usati per la ristrutturazione della torre – riferisce che l’impresa edile responsabile della ristrutturazione dell’edificio avrebbe potuto mettere in completa sicurezza l’intera costruzione con soli 6 mila euro aggiuntivi(circa 5,600£) -2 sterline al metro quadro – a fronte dei dieci milioni di sterline investite per l’intera ristrutturazione. I pannelli utilizzati sono vietati negli Stati Uniti per gli edifici più alti di 12 metri. Secondo un report della BBC, i rivestimenti antincendio utilizzati avevano al loro interno uno strato di plastica – materiale che propaga le fiamme molto rapidamente – e negli altri Stati in cui sono stati adottati questi pannelli, Francia, Emirati arabi e Australia, si sono verificate le stesse modalità di propagazione delle fiamme, per fortuna su edifici più bassi rispetto alla Grenfell Tower.

Il primo ministro, che nel pomeriggio di ieri ha visitato la zona della torre ed incontrato i soccorsi presenti, ha aperto un’indagine pubblica sulle circostanze che hanno portato ad una simile tragedia. Anche il leader del partito labourista Jeremy Corbyn si è recato nell’area colpita trattenendosi con gli sfollati e i volontari; “La verità deve venire fuori, qualcuno deve pagare” ha detto il leader labourista. Nella mattinata sono anche arrivate le parole di cordoglio della Regina Elisabetta: “I miei pensieri e le mie preghiere vanno alle famiglie che hanno perso i loro cari nell’incendio della Grenfell Tower e alle molte persone che sono gravemente ferite in ospedale. Il principe Filippo ed io vogliamo rendere omaggio ai vigili del fuoco e agli altri uomini delle squadre di emergenze che hanno messo a repentaglio le loro vite per salvarne altre”.

Annunci