DI UMBERTO SAMMARINI
I più attempati, come il sottoscritto, ricorderanno un vecchio film di Totò in cui, insieme a Peppino de Filippo che gli faceva da compare, il principe della risata vendeva i monumenti romani agli ignari e pure boccaloni, turisti stranieri. Totò e Peppino, davanti Fontana de Trevi, discutono animatamente, mentre un improponibile caratterista napolo-americano ascolta in disparte:
-” Mi dispiace, se non ha disponibilità economiche, compri il Colosseo ” ,
-” Voglio la fontana “,
-” Lei è un furbone, con tutti i soldi che gettano nell’acqua, entro un mese ammortizza la spesa e poi diventa tutto guadagno “.
La discussione prosegue, l’uomo “appizza” le orecchie, fiuta l’affare e si inserisce, offrendo il doppio della caparra, i turisti passano gettando monetine. Peppino si ribella, Totò lo zittisce, alla fine prendono i soldi e tagliano la corda, Totò raccomanda all’americano di non muoversi, a breve arriverà l’atto di vendita. Nell’attesa, il napolo-americano bracca i ragazzini che fregano le monete. Certo, è surreale, ma di gente con una fervida immaginazione ne trovi.
Passando da un principe all’altro, parliamo di tale Stefan Ceternic, S.A. Reale Imperiale Ceternicil Principe Stefan di Montenegro e Macedonia. S.A. viaggia su una Mercedes nera, con tanto di bandierina del Montenegro, sempre accompagnato dal fido ambasciatore, un po come Mandrake e Lotar o, se preferite, come Totò e Peppino. S.A. è molto popolare, su internet trovi quintali di foto mentre abbraccia regnanti di mezzo mondo, elargisce onorificenze a gogò, pasteggia a caviale e champagne con attori, cantanti e la crema dell’aristocrazia. Perfino quella pasta d’uomo di Alberto di Monaco, lo considera un amico, scusate se è poco. La popputa Pamela Anderson, indimenticata bagnina di Bay Watch, viene insignita di non so quale onorificenza. Non ha mai incontrato Briatore, magari lo faceva ambasciatore della cultura nel mondo. In compenso, a Palazzo dei Priori, località Umbria, S.A. ha nominato la cantante e attrice Lu Ye, per mano del vice sindaco ” Dama Costantiniana dell’ordine di S. Giorgio, e per la bravura e l’eleganza ambasciatrice italiana nel mondo “.
Embè, scusate se è poco. S.A. è un’anima vagabonda, d’altra parte essendo principe, non c’ha una mazza da fare. Quando fa sosta, mica pretenderete che si fermi alla locanda della Sora Lella, sceglie un’adeguata sistemazione a 5 stelle ( non il Movimento ) Adesso, mettetevi nei panni dei proprietari, questo gira con una cartella zeppa di attestati nobiliari, passaporti diplomatici, bancomat e tessere sanitarie, se gli stai simpatico ti fa Conte della sagra del tartufo, vuoi farlo pagare? Giammai. I sindaci lo adorano, grazie alle sue conoscenze si potrebbe organizzare qualche affaruccio a pizza e fichi in Montenegro. Insomma, una vita spensierata, rigorosamente alle spalle di chi ha i soldi.
Ma la vita è cinica e bara, dopo anni di oneste truffe, S.A. Ceternilic viene sgamato. Si tratta in effetti di un cinquantasettenne triestino residente a Torino, tale C. S. Il suo Lotar o Peppino, S.S., proviene da Quindici ( Avellino ) e, pensa te, ha una montagna di precedenti per truffa. Ovviamente il profilo facebook era farlocco, accroccato magistralmente con il photoshop, così come erano tarocchi gli attestati nobiliari e i passaporti diplomatici.
Adesso, la lunga mano della legge, colpirà i due sciagurati, intanto emerge un particolare inquietante, ed essendo notoriamente cinico, la cosa mi ha fatto sorridere. Nel 20013, tale Stefan Ceternic si presenta all’osteria del Leone di Bagno Vignoni ( Siena ) spacciandosi per giornalista enogastronomico, con tanto di tesserino falso, e direttore della testata online ” Il gotha del gusto ” In cambio di 50 euro promette una ricca recensione .
Purtroppo per lui, in preda ad amnesia non si ricorda di aver già sòlato il proprietario, viene denunciato ed arrestato. A tutt’oggi, non è dato sapere se siano la stessa persona.
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