DI MARCO CHINICO’
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“Dopo lunga attesa, oggi il verdetto”. “La dura crociata giudiziaria è finita”. Il Tribunale di Milano, seconda sezione penale, ha assolto con formula piena l’ex Presidente INPGI, Andrea Camporese, dall’accusa di truffa ai danni dell’INPGI e di corruzione. Il suo legale, Avvocato Ciro Pellegrino, non nasconde la soddisfazione per il quadro accusatorio letteralmente smontato: “E’ stata un’istruttoria dibattimentale attentissima da parte del Tribunale e siamo molto soddisfatti dell’esito, in quanto l’assoluzione da tutti i reati contestati perché il fatto non sussiste’ è la formula più ampia di riconoscimento dell’assoluta legittimità dell’operato del dottor Camporese”. (Fonte Rai News: http://www.rainews.it/…/Vicenda-Sopaf-assolto-con-formula-p…).
Andrea Camporese, a caldo, ha commentato la sentenza di primo grado così: “Sono ovviamente soddisfatto, dopo un lungo e dolorosissimo processo, del fatto che il tribunale abbia riconosciuto che ho sempre agito nell’interesse dell’ente che ho presieduto per otto anni. Il pensiero va a quella minoranza di giornalisti che ha voluto violentemente strumentalizzare la vicenda, tentando di usarla in piena campagna elettorale, descrivendomi come un viaggiatore a spese altrui e una sorta di diavolo. Questi signori, con i quali presto ci confronteremo per stabilire altre verità, hanno approfittato del fatto che non avevo accesso agli atti, come prevede il Codice, realizzando incedibili copia-incolla, salti temporali di anni, valutazioni tecniche completamente errate e insinuazioni di ogni genere. Mi spiace per loro e per l’INPGI, ingiustamente infangato e accusato di ogni nefandezza mentre oggi rinnovo la mia stima e riconoscenza per il lavoro svolto dalla presidenza, alla direzione generale fino all’ultimo dei dipendenti. Infine un ringraziamento commosso alle tantissime persone, dentro la professione e nelle massime istituzioni del Paese, che mi hanno manifestato rispetto e, in molti casi, affetto”. (Fonte Rai News: http://www.rainews.it/…/Vicenda-Sopaf-assolto-con-formula-p…). Soddisfazione piena espressa anche dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana che ha sempre espresso solidarietà nei confronti di Andrea Camporese, puntando l’indice contro tutti coloro che hanno usato la vicenda per screditare l’Istituto di previdenza.
“Non solo Andrea Camporese e la sua assoluzione”. Il Tribunale meneghino ha condannato per bancarotta sei imputati, fra cui i titolari della fallita holding, Aldo e Giorgio Magnoni. Per il primo, 2 anni di carcere con pena sospesa, il secondo dovrà scontare 8 anni di reclusione. 5 anni ad Andrea Toschi, 4 anni ad Alberto Ciaperoni, ex direttore finanziario di Adenium, 6 anni di carcere per Gianluca Selvi, a capo di Confidi-Prof, condannato a 3 anni e sei mesi a Fabrizio Carracoi. Decade l’accusa di associazione per delinquere, insieme ad un altro gruppo di reati contestati. Le altre personalità, rinviate a giudizio e uscite con una sentenza d’assoluzione sono: Andrea Magnoni, Aimone Beretta, William Zappaterra e Gianfranco Paparella.
Piccolo passo indietro nel tempo. Com’è nato il processo Sopaf? Milano, maggio 2014. Su disposizione della Procura meneghina, la Guardia di Finanza riceve l’incarico di arrestare i finanzieri Aldo e Giorgio Magnoni. Quest’ultimi, rispettivamente, fratelli e titolari della società holding, SOPAF S.p.a. Finanziaria vittima di crac e dichiarata fallita. Diversi i presunti intrecci finanziari, ruotanti attorno alla stessa Sopaf, e sui quali le autorità competenti hanno indagato per diverso tempo. Secondo le indagini, sarebbero stati tre gli enti coinvolti in quest’inchiesta. L’INPGI, Istituto Nazionale Previdenza dei Giornalisti Italiani- Giovanni Amendola. Insieme alla Cassa previdenziale dei giornalisti, coinvolti anche EMPAM e Cassa ragionieri dello Stato e dei periti commerciali. Le indagini dei magistrati milanesi hanno sostenuto che questa Sopaf avrebbe acquistato delle quote FIP (Fondo Immobiliari Pubblici). Un acquisto di svariati milioni di euro. Non molto tempo dopo, queste stesse quote sarebbero state vendute all’INPGI, creandosi così una presunta plusvalenza di circa 7.600.000 euro. Plusvalenza che avrebbe causato un danno patrimoniale alla stessa Cassa previdenziale dei giornalisti, sarebbe stata creata tramite la Sopaf Adenium, gestita da Andrea Toschi. Quest’ultimo, stando a quanto sostenuto dalla pubblica accusa in questi ultimi tre anni, avrebbe trasferito al Presidente INPGI dell’epoca, Dr. Andrea Camporese, una sostanziosa somma di denaro ovvero 200.000 euro circa. Fu così che, da queste lunghe e complesse indagini, dall’analisi delle rispettive carte, è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati e il rinvio a giudizio per l’ex numero uno INPGI, accusato di truffa ai danni dell’Istituto e corruzione. Camporese ha sempre sostenuto la sua innocenza, la sua netta estraneità a quanto gli è stato duramente contestato, dichiarando di aver sempre operato nel pieno rispetto dell’ente stesso e nel massimo dell’onestà, del rigore e della trasparenza.
“Oggi, la sentenza di primo grado è arrivata”. Dentro le “Mura di Via Nizza” la gioia padroneggia. Bolle di sapone e sorrisi sulle labbra scrivono la parola “THE END” sul primo atto di questa bruttissima, antipatica vicenda.
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