DI UMBERTO SAMMARINI

Dopo Messi la pulce, anche CR7 è caduto sotto le voraci spire del fisco e, considerando i guadagni stratosferici, pensiamo che la cifra contestata sia molto, molto sostanziosa. I tifosi sono indispettiti, la stampa spagnola lo sta lapidando, la società latita. Il giovanotto non si sente tutelato dai blancos, abituato alle prime pagine deliranti, ai tifosi in adorazione e ad essere coccolato dai dirigenti, comincia a dare gravi segni di insofferenza. Nel ritiro della nazionale ha confessato a più di un compagno, che ritiene conclusa la sua parentesi madrilena. Ronaldo ha superato i trentuno anni, è legato al Real fino al 2021 con un contratto faraonico, con gli sponsor, le pubblicità e il diritto di immagine, arriva intorno agli ottanta milioni. La società, sta valutando, da qualche mese, l’idea di venderlo per capitalizzare al massimo, rimaneva l’ostacolo dei tifosi e questa brutta storia sembra capitare a proposito. CR7 non corre certo il rischio di rimanere disoccupato, è ancora integro fisicamente e avrà solo l’imbazzo di scegliersi la nuova squadra. Male che vada, c’è sempre un club cinese disposta a versargli cento milioni l’anno per un quinquennale

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