DI PAOLO FERRERO
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Ieri, 17 giugno 2017: una delle più grandi manifestazioni che ha mai visto Caserta. Con una particolarità: è stata anche un momento coinvolgente di “orgoglio nero”. Migliaia di italiani e italiane non di razza bianca hanno rivendicato il diritto di essere riconosciuti come cittadine e cittadini, e come lavoratrici e lavoratori. Come persone, semplicemente.
E forse è utile ricordare che giornate come queste non si improvvisano. Oltre al coraggio di questi nostri fratelli e sorelle dalla pelle scura, c’è voluta l”abnegazione e l’intelligenza delle compagne e dei compagni del Centro sociale “Ex Canapificio”, che da più di quindici anni hanno costruito, sul tema decisivo delle migrazioni e sul principio fondamentale della solidarietà umana, una straordinaria pratica di resistenza attiva alle barbarie feroce dei nostri tempi.
Un unico neo: troppo, troppo pochi i volti bianchi nel corteo. La qual cosa contrasta singolarmente (e mi verrebbe di dire: dolorosamente) con le migliaia e migliaia di accalorate parole che viaggiano sui social e sui blog della sinistra, anche della sinistra-sinistra, a proposito dello ius soli e del razzismo che c’è in giro…
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