DI RUGGERO PO
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Mosse i primi passi alla radio il giornalista scelto da viale Mazzini per dirigere la rete che fu di Zavoli e di Zanetti. Auguri a Gerardo Greco che, dopo gli anni di corrispondente a New York, ha completato la sua formazione sul campo con Agorà.
Il suo primo contratto Rai, vent’anni fa, fu nella “mia” redazione alla “Notte dei Misteri”. Veniva dalla Scuola di Giornalismo di Perugia, usciva dal primo corso, quello memorabile, che diplomò giornalisti come Giovanni Floris, Monica Maggioni, Antonio Preziosi, solo per fare qualche nome.
Conosco Gerardo Greco, e gli voglio bene, da quell’ormai lontano giro di ruota col quale la lotteria degli incarichi gli assegnò il turno dei fornai. Sei ore al microfono, da mezzanotte alle sei, ogni notte a commentare l’attualità con il popolo degli insonni,  degli artisti e dei camionisti, dei casellanti e dei guardiani del faro, dei fornai appunto. Si vantava di non sapere nulla di calcio e canzoni. Era molto abile nel portare i politici a parlare di ciò che voleva lui. Lo riprendevo per la prolissità, gli suggerivo di ascoltare meno se stesso e di più gli interlocutori, non me ne voleva. Liviana e Elsa mi mettevano in guardia “dagli tempo e questo ci diventa direttore”…  Gerardo ha sempre continuato a chiamarmi, sornione e autoironico, “il suo mentore” anche quando a Manhattan, una decina di anni fa, capitai con l’albergo di fronte al suo palazzo, su Central Park, e per giorni mi guidò nei luoghi meno conosciuti della Grande Mela. Senza i suoi suggerimenti non mi sarei mai ritrovato nei vicoli di Williamsubrg.
Ormai lontano da RadioRAI sorrido, ora, apprendendo della sua nomina alla direzione della rete che ho servito per 25 anni. La profezia della Greoli e della Di Gati si è avverata e a questo ragazzo che non sapeva nulla di sport e canzoni la sorte ha riservato la guida di Tutto il Calcio e dei programmi musicali. Auguri sinceri, Gerry. Rimettere in carreggiata la ex ammiraglia è una missione quasi impossibile. Mettiti in gioco. Che questo incarico non sia solo un parcheggio, come lo è stato per troppi, in attesa di tempi migliori. Radio1 merita molto, molto di più di ciò che ha avuto negli ultimi anni.
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