DI LUCA COLANTONI
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“Grazie mamma per quello che hai fatto per me”. Rimangono solo queste parole. Strazianti. Vere. Dettate dal cuore nel momento in cui Gloria ha capito che era arrivata la fine. La sua e del suo fidanzato Marco. Due bravi ragazzi italiani che, anche se ora non è il tempo delle polemiche, ma della preghiera, questo maledetto Paese non è riuscito a trattenere. Come architetto a Gloria offrivano solo lavori a 300 miseri euro al mese. A lei, laureata con 110 e lode. A Londra le davano 1800 pounds, poco più di 2000 euro. Non è una questione politica, è stata purtroppo una tragica fatalità, ma se il nostro Paese sapesse garantire ai propri giovani (e da un po’ di tempo anche i non giovani) un lavoro e uno stipendio vero e dignitoso non ci sarebbe questa “fuga di cervelli” ma collaborazioni con gli altri Paesi, scambi di idee, di culture e di lavoro. Ma il nostro è un Paese nel quale addirittura il Ministro del Lavoro si permette di etichettare chi lavora all’estero come: “gente da cui stare alla larga” ed un Paese fatto di gente nei “posti di comando” che ha dimenticato i princìpi dettati dalla Costituzione sulle cose di lavoro. Una fatalità. Una tragica fatalità. Incubo di tutte le famiglie che hanno qualcuno che lavora lontano da casa. Gloria e Marco mi fanno piangere e ribollire di rabbia allo stesso momento. 300 euro a un laureato, 7 euro al pezzo a un giornalista professionista, 5 euro l’ora per altri lavori. No. Così non va. Non puo’ più continuare così. Che qualcuno abbia il buon cuore di fermare questo scempio tutto italiano. Lo faccia per Valeria morta al Bataclan che non dobbiamo dimenticare, per Marco, per Gloria e quella telefonata con la quale ho aperto questo post e dove ha ringraziato la mamma, i suoi genitori per averla aiutata a inseguire il suo sogno. Non ha ringraziato di certo questo Paese che sbandiera dignità, ma che invece la dignità l’ha persa da tempo. Che non si vergogna più di nulla, è solo una nave allo sbando con l’orchestrina che suona solo per quelli della prima classe… mentre in terza sgomitano, scappano… e qualcuno, ahinoi, muore. Un sistema Paese capace solo di prenderti a calci nel sedere, magari ora capace di indignarsi per quanto accaduto e per due giorni i suoi rappresentanti istituzionali faranno finta di essere dispiaciuti e diranno frasi di facciata dove prometteranno cose che non manterranno mai e poi ricominceranno ad azzuffarsi per alrri argomenti e due voti in più. E noi? Noi poveri illusi che mentre loro se ne fregano, prendiamo l’ennesimo treno, l’ennesimo aereo, l’ennesima casa in affitto e come degli idioti e come se non lo sapessimo, ci arrampichiamo sugli specchi dai quali, ogni volta, scivoliamo sempre e inesorabilmente… ! Un bacio verso il cielo ragazzi, ovunque voi siate..
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