DI ALBERTO BENZONI

DOPO IL 18 GIUGNO
In politica, ci sono due tipi di parole. Quelle dei politici e degli opinionisti a ciò autorizzati. E sono parole senza peso e senz’anima che ti scivolano addosso o svaniscono nell’aria senza lasciare traccia di sè.
E poi ci sono le parole di verità. Perchè dette con fatica e passione e spesso con dolore. E sono parole che ti esplodono dentro perchè corrispondono a quelle che avresti voluto dire e all’indignazione, purtroppo così spesso solitaria che provi.
Oggi, al Brancaccio ho sentito molte di queste parole. In piccola perfetta rappresentanze di altre passioni e sofferenze collettive.
Le èlites che ci governano- si fa per dire- non le hanno mai sentite; mai come nell’Italia di oggi la loro convinzione di essere nel vero e nel giusto le porta a disprezzare i loro concittadini e a tapparsi occhi e orecchie di fronte alle tragedie quotidiane degli italiani.
Ma oggi questa cappa di silenzio e di ignoranza è stata strappata. Da oggi in poi il re è nudo. Da oggi in poi, se lo vorremo, guardare alle cose e al vissuto delle persone sarà possibile; ed indignarsi per cambiarle non sarà più considerato un’illusione di “estremisti”.
Ricordiamoci sempre che il senso di un’operazione politica non sta soltanto nelle intenzioni o nelle qualità di chi la fa, ma nelle reazioni che suscita nella sua capacità di diventare una “cosa grande”non solo per le persone che ne sono partecipi ma per il grande mondo che è al di fuori di noi.
Se lo vorremo.

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