DI CLAUDIA PEPE
Cara Virginia Raggi,
mi chiamo Alievski Musli e sono un ragazzo Rom. Ho origini Macedoni e come tanti Rom di etnia Slava che sono fuggiti dalla guerra nei Balcani, sono cresciuto in un campo Nomadi. A Foggia per essere precisi.
Da Sindaca, hai scritto al Prefetto di non mandare più migranti a Roma e subito dopo il vostro garante Beppe Grillo, ha scritto nel suo blog di voler chiudere anche i campi Nomadi a Roma. La tua presa di posizione, cara Virginia, ha tutta l’aria di essere uno sporco marketing, un gioco al ribasso per accaparrarsi i voti dei soggetti più ignoranti, gli stessi che fanno gola anche a Salvini e alla Meloni.
Ricordati che da Lampedusa arrivano profughi con l’unica colpa di essere nati in un continente impoverito e derubato per secoli da noi occidentali.
Bambini Rom che nascono e crescono in campi di concentramento legalizzati, bambini che sono sempre stati costretti ad abbandonare la scuola ogni volta che una giunta decideva di sgomberare un campo, trasferendolo lontano dai occhi dei Romani in baracche senza luce ed acqua.
Non fraintendere, io sarei il Rom più felice del mondo se effettivamente i campi Nomadi venissero chiusi, ma vorrei che venisse applicata una strategia di inclusione con quei fondi stanziati esclusivamente per i Rom dall’Unione Europea ma sappiamo tutti che i campi sono nati per i troppi interessi economici, mafia capitale insegna.
Un paese civile si misura dalla capacità di dare un minimo di dignità ai più deboli, a prescindere dalla etnia o dal continente di provenienza. La stessa dignità che avete perso, prendendovela con chi è più debole e non può difendersi.
Così scrive Alievski un ragazzo rom. Ma i Rom nelle nostre fantasie e realtà rappresentano il male, i ladri, quelli che non lavorano, che fanno affari sporchi, che entrano nelle se di notte e ti derubano dei tuoi affetti, dei tuoi gioielli. Persone sporche, che puzzano, che non pagano il biglietto dell’autobus. Sì, forse ci sono Rom così, come ci sono siciliani che sono guardie forestali e portano i documenti da un ufficio all’altro, come ci sono i veneti che non fanno ricevute per le loro prestazioni, liguri che timbrano il cartellino e vanno a giocare a tennis. Per ogni luogo del mondo ci sarà sempre il malvivente. Viviamo in un mondo che chi può approfitta, chi può evade, chi può usa la 104 in modo non sempre chiara, chi può usa la negligenza per appropriarsi di un bene comune. Allora diciamocelo, ladri siamo tutti, e li troviamo in primis nella categoria politica, per sconfinare in ogni campo di lavoro. Ma i Rom sono bastardi, abbiamo capito. Un dato costante della storia del popolo rom va rintracciato nella persecuzione che hanno sempre subito la riduzione in schiavitù, la deportazione e lo sterminio
Lungo la storia che li accompagna fino ad oggi si è protratta nel tempo la diffidenza nata al loro primo apparire nel Medioevo europeo: il nomadismo come maledizione di Dio; la pratica di mestieri quali forgiatori di metalli, considerati nella superstizione popolare riconducibili alla magia; le arti divinatorie identificabili come aspetto stregonesco.
Di qui la tendenza delle società moderne a liberarsi di tale presenza anche a costo dell’eliminazione fisica. Tutti i paesi europei adottarono bandi di espulsione nei loro confronti, fino alla programmazione del genocidio dei rom, insieme a quello degli ebrei, durante il nazismo in Germania
Si stima che nel mondo ci siano tra i 12 e i 15 milioni di Rom. Tuttavia il numero ufficiale di rom è incerto in molti paesi. Questo anche perché molti di loro rifiutano di farsi registrare come etnia rom per timore di subire discriminazioni. Sì lo so questo è un post difficile, ed immagino i commenti:” Ma basta per cortesia! Gli italiani stanno con le pezze al culo e parliamo ancora di accoglienza”, “Le solite stronzate per continuare a campare sulle nostre spalle le dite voi!” E via dicendo. Ma io vi racconto una storia. Nella mia scuola ci sono diversi Rom, sono difficili da capire perché loro tendono a non volersi integrare con noi. E questo nelle scuole è vivibile non solo per loro, ma anche per i genitori che non vogliono portare i loro figli ad una visita specialistica per appurare una live forma di ritardo, la dislessia, la disgrafia e tutti i disturbi dell’apprendimento. Ma ci sono anche Rom che portano nelle nostre scuole i propri ragazzi per educarli, che ci aiutano, che ci appoggiano e sono sempre dalla nostra parte. C’era una bambina nella mia Scuola, che sapeva solo sputare, alzare le mani e odiare tutto quello che la circondava. Poco alla volta, grazie ad una bravissima insegnante di sostegno, questa bambina ha imparato, ha imparato ad ascoltare, ha fatto gite con la sua classe e voleva stare sempre a Scuola. Il loro mondo è fatto di roulotte, di omertà e paura. Anche di criminalità e delinquenza. Ma noi, grandi persone dovremo sapere che l’ignoranza è la più grande forma di povertà. Mi diranno anziani rovistano nella spazzatura, che italiani si suicidano per la crisi, che i terremotati sono ancora nelle tende, che la soglia della povertà ormai è di quasi tutte le famiglie. Mi daranno della testa di cazzo, ma in questo frangente ne sono fiera. Allora, tutti i Rom sono ladri, tutti i siciliani sono mafiosi, tutti i napoletani sono camorristi. No per favore, non cadiamo sempre in ginocchio. Ci sono Rom ambasciatori, dirigenti, persone normali comuni. Sono esseri viventi anche loro come noi. Il nostro passato non ci ha insegnato mai nulla. Pensiamo a tutti i deportati, ai meridionali ritenuti reietti in una società post dopo guerra e non solo. Ci sono migliaia di zingari famosi che tutta Italia idolatra nei campi da calcio, nelle sale da concerto, nella letteratura, in tutti i capi dello scindere umano. Ma in quel momento ci dimentichiamo che anche loro sono nati in un campo nomade e ne sono usciti grazie alla volontà di chi li ha aiutati e curarsi di loro. Aiutare tutte le persone, senza distinzione di colore, sesso, cultura e religione. Certo anche loro devono essere corresponsabili all’integrazione, ma non facciamo di ogni campo un fascio. Ciao Alievski, continua ad aiutare, a fare viaggi della speranza nei luoghi abbandonati dalle lacrime degli umani. Continua ad essere quello che sei. Un Rom, che oggi vorrei abbracciare. Don Milani diceva:” Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri.” E io amo la mia Patria.
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