DI MASO NOTARIANNI
Dibattito a sinistra, ho una proposta di sintesi in cinque punti. Proviamo a partire da qui?
1) Universalità reale delle cure
(che vuol dire che tutti hanno diritto a cure e assistenza sanitaria di eccelleza)
2) Universalità reale dell’accesso alla scuola e all’istruzione (che vuole dire eguaglianza di condizioni di partenza)
3) Pace
(che vuol dire disinvestire in spese militari e investire in civile, in cultura, in salute – non in sanità – qui e all’estero)
4) Redistribuzione della ricchezza
(che vuole dire – scusate il veteromarxismo – che oggi in un secondo – il passaggio di un codice a barre su un lettore – un commesso o una commessa di supermercato compie il lavoro che fino a dieci-quindici anni fa facevano 6/ 10 persone: inventario, magazzino spedizione, ordine, etc etc.
E che quindi forse quello che una volta chiamavamo plusvalore, e che era già allora eccessivo, oggi è fuori da ogni senso buono e pure cattivo.
5) Riappropriazione dello Stato dei servizi essenziali
(che vuol dire acqua, luce, gas, connettività a sostegno reale alle fasce deboli della popolazione).
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