DI DINO GIARRUSSO
Diventa cittadino italiano:
– Chi è nato in Italia da genitori stranieri se uno dei due risiede legalmente in Italia da almeno 3 anni;
– Chi è nato in Italia da genitori stranieri dei quali almeno uno dei due sia nato in Italia e vi risieda da un anno;
– Chi è arrivato entro il quinto anno di età e ha fatto le elementari in Italia;
– Chi è arrivato entro il 18esimo anno di età e ha fatto in Italia le medie e un liceo o un istituto professionale;
-Chi già risponde a questi requisiti, ottiene la cittadinanza italiana.
Questi sono alcuni passi della proposta di legge del 14 giugno 2013 (sì, avete letto bene: giugno 2013) depositata dal Movimento 5 Stelle pochissimi mesi dopo essere arrivato in parlamento. La proposta fu depositata dal deputato Sorial, e porta fra le altre le firme di Di Maio, Di Battista, Fico, Sibilia.
Il PD non l’ha mai votata, la Boldrini non l’ha nemmeno calendarizzata, mai messa ai voti. Per quattro anni.
In questi quattro anni nessuno si è stracciato le vesti per la mancata approvazione di questa legge, nessuno ha raccolto firme perché venisse approvata, nessuno ha accusato qualcuno di razzismo per non averla votata, nessuno ha tantomeno accusato di “razzismo riflesso” chi non condannava urlando quelli che non l’avevano votata, e così via.
Sarà stato certamente un problema di distrazione.
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