DI LARA CARDELLA

Mi capita ogni tanto d’imbattermi in dibattiti politici che mi lasciano, quanto meno, perplessa: è il caso dello “ius soli”. Non capisco come si faccia a dire che l’Italia ha altre priorità. Secondo questo principio, non si dovrebbe parlare di battaglie civili mai, perché, mi spiace essere io a dare il triste annuncio, esisteranno sempre i poveri. E non è che se non do la cittadinanza agli stranieri automaticamente, i detti poveri svaniscano o diminuiscano. Si tratta di essere onesti, principalmente con sé stessi e il proprio elettorato, non usare scuse demagogiche e tanto convenienti per le prossime elezioni. Si tratta anche di scegliere apertamente da che parte stare e dirlo, con semplicità. Si perdono consensi se ci si schiera, è ovvio. E io so che, in questo momento storico, dichiarare di essere a favore della legge significa alienarsi molte simpatie, essere soggetti a critiche, attirarsi molte accuse. E’ esattamente per questo che scelgo di affermare il mio sì allo ius soli: perché, se mai vi fossero dubbi sulla mia posizione, si dissipino e chi non gradisce scelga, liberamente, di non leggermi, non seguirmi, rimuovermi dalle sue amicizie. Si chiama onestà, c’è chi ancora ci crede.
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