DI ALESSANDRO ALBANO (nostro corrispondente da Londra)

alessandro-albano-alga

Londra. “L’odio e il male” che si sono visti nell’attacco terroristico vicino ad una moschea a Finsbury Park – area a nord della capitale – “non vinceranno mai”. Così il primo ministro Theresa May ha commentato gli eventi della notte scorsa che sono stati definiti come “attacchi di terrorismo contro la comunità musulmana”. Dopo aver partecipato ad un meeting straordinario del Cobra – il comitato d’emergenza nazionale a cui partecipano i ministri e le autorità di sicurezza – il premier ha incontrato in giornata i ‘leader’ della comunità islamica locale e ha parlato di un attacco “ripugnante esattamente come gli altri atti di terrorismo che hanno colpito il Regno Unito, dalla strage di Manchester del 22 maggio all’attentato di London Bridge e Borough Market del 3 giugno”. Il primo ministro ha poi elogiato le forze di sicurezza che “hanno risposto in meno di un minuto dopo avere ricevuto la segnalazione telefonica e ha identificato l’azione come atto terroristico entro otto minuti”.

La comunità islamica, per la prima volta colpita al suo interno in territorio britannico, ha espresso le sue preoccupazioni verso “il numero crescente di episodi di islamofobia”. Il Consiglio musulmano britannico ha definito l’attacco come “la manifestazione più violenta di islamofobia” esortando le autorità britanniche a rafforzare la sicurezza intorno alle moschee del Regno Unito. Per la comunità musulmana, la fine del mese di Ramadan rappresenta il periodo più critico e più vulnerabile a causa dell’alta affluenza nelle moschee locali. Per questo “ci aspettiamo che le autorità aumentino la sicurezza al di fuori di questi luoghi” ha detto il presidente del Congresso ebraico europeo, Moshe Kantor che ha parlato inoltre di “un ignobile attacco contro fedeli musulmani nel loro santo mese di Ramadan”.

Cos’è successo
Nella notte, un van bianco si è schiantato a forte velocità contro un gruppo di fedeli riuniti nei pressi della moschea di Finsbury Park, davanti al Muslism Welfare House, dopo le preghiere di rito per il Ramadan. Il gruppo stava aiutando un anziano uscito dal centro di preghiera che accusava dei malori, e per questo motivo era sdraiato per terra. Dopo lo scontro, l’autore del gesto è sceso dalla veicolo con in mano un coltello ed ha colpito, gravemente, una persona vicina. In seguito ad una colluttazione con la folla presente, l’uomo è stato fermato con violenza e, secondo i presenti, avrebbe “rischiato il linciaggio” se la polizia non fosse intervenuta per arrestarlo sul posto e portarlo via. A proteggere l’attentatore dalla vendetta dei fedeli presenti è stato lo stesso Imam della moschea Mohammed Mahmoud, che ha calmato la folla ed ha evitato un ulteriore aggravarsi della situazione.

La dinamica dell’attacco richiama i meccanismi degli attentati che hanno colpito il Regno Unito negli ultimi tre mesi – London Bridge, Borough Market e Westminster. Durante l’attacco, alcuni testimoni hanno sentito l’attentatore ripetere insulti razzisti e parole di vendetta. “Lo rifarei ancora”; “Ammazzerò tutti i musulmani”; “Ho fatto quel dovevo”, sono alcune delle frasi che l’uomo avrebbe detto durante e dopo l’attacco.

La polizia ha riportato che nell’attentato è rimasta coinvolta una vittima – l’anziano soccorso – e circa 10 feriti di cui 2 in gravi condizioni. Non è ancora chiaro se l’anziano sia morto in seguito al malore o se si stato coinvolto nell’attacco e colpito dal veicolo.

Chi è l’attentatore
L’autore dell’attacco è stato identificato sin dai primi momenti successivi all’azione come “bianco e senza barba, grosso, fisicamente forte e chiaramente inglese”. Il sospetto risponde al nome di Darren Osborne, un uomo di 47 anni di Cardiff, Galles, padre di quattro figli. L’uomo era sconosciuto ai servizi di sicurezza britannici e negli ambienti dell’estrema destra. I vicini, che sono stati i primi ad identificare il sospettato, sono rimasti “molto sorpresi e scioccati”, visto che Osborne non mostrava nessun tipo di estremismo politico o religioso e quindi non poteva destare preoccupazione. Nei suoi confronti sono state formalizzate le accuse di terrorismo, istigazione al terrorismo, omicidio e tentato omicidio. Osborne è stato portato in ospedale ‘a titolo precauzionale’ e, una volta dimesso, sarà interrogato in un commissariato. Il veicolo utilizzato risulta noleggiato presso la compagnia Pontyclun Van Hire, nell’area extraurbana di Cardiff. In giornata, la polizia ha perquisito l’appartamento dove Darren Osborne risulta residente.

La moschea
Una volta, la moschea di Finsbury Park era sinonimo di radicalismo ed estremismo islamico; la fucina del jihadismo britannico per oltre un ventennio. Oggi, dopo essere stata chiusa e riaperta nel 2005, rappresenta un modello d’integrazione culturale ed un importante centro religioso per tutta la comunità islamica locale. Prima della sua chiusura, la moschea era controllata dal predicatore fondamentalista Abu Hamza Al-Masri, uno dei “profeti” dell’estrmismo islamico moderno. Da qui infatti, soni passate molte reclute che hanno poi preso parte alla maggior parte delle “guerre sante” degli ultimi anni. A questa moschea è stato associato il nome di Zacarias Moussaoui, considerato il ventesimo uomo del commando che ha attaccato le Torri Gemelle. Anche Richard Reid – l’uomo che ha tentato di far esplodere un volo dell’American Airlines diretto d Parigi a Miami nel 2001– si ritiene sia stato “radicalizzato” a Finsbury Park.

All’interno della moschea, Al-Masri aveva creato un gruppo ristrettissimo di fedeli adepti alla linea estremista, e allontanato chiunque non fosse allineato con la direzione imposta. Nel 2003, un raid della polizia chiuse la moschea come parte di un piano nazionale anti-terrorismo. Ma nonostante, l’imam non avesse una base fisica in cui predicare, continuò ad organizzare ogni venerdì momenti di preghiera in protesta contro le autorità presenti. Il controllo di Hamza si è interrotto soltanto nel 2004 quando è stato arrestato per terrorismo internazionale – dopo aver scontato una condanna di sei anni è stato estradato negli Stati Uniti.

Il sito della moschea di Finsbury Park descrive il periodo post-Hamza Al Masri come “una nuova era, con un nuovo menagement, nuovi imam, un nuovo nome e soprattutto con un etica diversa”. Tutte le attività sono infatti gestite in base ai principi della Muslim Association of Britain, associazione creata per la tutela dei fedeli dall’infiltrazione fondamentalista. Ogni venerdì sono più di mille i fedeli che si recano alla moschea per il momento di preghiera.

Annunci