DI MARCO GIACOSA
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PRO MEMORIA
Non esistono i buonisti: esistono i buoni.
Nessuno è buono o cattivo al 100%, nella totalità del tempo e delle esperienze, certo: ma uno – Salvini – che parla di “cittadinanze regalate come al Luna Park”, senza il pudore minimo che dovrebbe prendere chiunque parli di PERSONE, di VITE, di STORIE, su questo argomento è cattivo.
Chi ha pena, prova pietas, prova dispiacere, empatia, dolore, quando legge dell’ennesimo sgombero del Baobab Experience, in corso oggi lunedì 19 giugno a Roma, non è “buonista”, che non vuole dire niente: è semplicemente una persona buona. Chi esulta, chi è contento che dei poveracci vengano deportati chissà dove e trattati chissà come, è, su questo, cattivo.
Chi dice mentalmente – o con la voce – “Bravo” a un matto che nel nome della GB First o di qualunque altra cosa investe delle persone in uscita da una moschea, non è un patriota occidentale o difensore di chissaché, è semplicemente cattivo. E probabilmente razzista.
Ognuno sceglie cosa essere e può legittimamente andarne fiero. Però per favore non confondiamo i piani, non ribaltiamo le questioni: bontà e cattiveria hanno, puntualmente, manifestazioni evidenti, che non lasciano molto spazio all’interpretazione.
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