DI RAFFAELE VESCERA
“Perché abbiamo condannato Denis Verdini a nove anni di prigione? Ha arrecato danni enormi al Credito fiorentino, concedendo prestiti imprudenti che hanno causato un disastro finanziario enorme, ascrivibile a condotte gestionali abnormi ed irregolari, riconducibili al management il quale concedeva prestiti senza garanzie sulla base di contratti preliminari di compravendite ritenute fittizie”. Così oggi i giudici che hanno reso noto le motivazioni della condanna a nove anni al senatore di Ala, petalo esterno del giglio magico renziano, definito dai Pm, che avevano chiesto un condanna a undici anni, “un uomo assetato di potere e denaro”.
In quanto ai petali interni del giglio fiorentino, l’amministratore delegato della Consip Marroni, che aveva denunciato le indebite rivelazioni del ministro Luca Lotti sulla presenza di cimici spie, è stato punito dal governo con le dimissioni del presidente e consiglieri al fine di far decadere lo stesso Marroni, non indagato nell’inchiesta Consip, salvando invece Lotti che è indagato. Se Marroni ha mentito, come sostiene il ministro, non abbiamo alcuna prova che Lotti dica il vero dichiarandosi estraneo ai fatti riferiti dall’Ad, pertanto il ministro dovrebbe rinunciare alle deleghe, aspettando la conclusione dell’indagine, come chiedono in molti. Ma a cadere è l’anello più debole della catena.
Arrivando a Maria Elena, corolla del giglio magico, arriva il terzo pesante indizio sul ruolo svolto da papà Boschi, vice di Banca Etruria, per impedire che Bankitalia andasse a fondo sulla gestione di Banca Etruria, commissariata dal ministro dell’economia. Papà Boschi, intercettato al telefono con il direttore generale di Veneto Banca Vincenzo Consoli, a una sua richiesta di interessamento per salvare la stessa banca veneta, avrebbe promesso di parlarne con la figlia e con Renzi: “Domani in serata se ne parla, io ne parlo con mia figlia, col presidente domani e ci si sente in serata”. Questo dopo gli incontri di salotto del 2014 di casa Boschi tra Boschi padre (non ancora vicepresidente ma semplice consigliere), il presidente di Etruria Giuseppe Fornasari, il presidente di Veneto Banca Flavio Trinca e l’ad Consoli. E dopo quello denunciato da Ferruccio De Bortoli il quale scrive che la ministra Boschi, nel 2015, avrebbe chiesto al numero uno di Unicredit Federico Ghizzoni di intervenire per salvare Banca Etruria. Ghizzoni non ha smentito, e De Bortoli è ancora in attesa di una querela della Boschi che non arriva. Se inoltrata, Ghizzoni dovrebbe testimoniare, cosa oltremodo sconveniente per chi preferisce che non se ne parli.
Annunci