DI FRANCESCO ERSPAMER

La legge sullo ius soli attualmente in discussione al Senato non è affatto sullo ius soli. Ius soli significa che chiunque nasce in un paese ne ottiene automaticamente la cittadinanza; la legge di cui si parla prevede invece che la ottengano i figli di immigrati legali che abbiano risieduto e lavorato in Italia per un certo periodo di tempo. È dunque uno ius sanguinis esteso agli immigrati. Perché allora i media renziani si ostinano a usare un termine sbagliato? Purtroppo non solo perché sono degli incapaci; anche perché l’approssimazione apre la strada a futuri abusi. La proposta di legge non è pessima; però se venisse approvata contrabbandando il principio dello ius soli, diventerebbe possibile interpretarla o modificarla in senso estensivo.
Un esempio. Se ho capito bene la proposta piddina prevede che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano nel caso almeno uno dei due genitori si trovi legalmente in Italia da almeno cinque anni. Uno dei due genitori. Diciamo il padre: chi lo dimostra che l’uomo che afferma di essere il padre lo sia davvero e non si presti semplicemente alla nazionalizzazione di un neonato e potenzialmente di decine di bambini?
Lo ius soli c’è solo negli Stati Uniti e in pochissimi altri paesi; l’Australia lo ha abolito qualche anno fa. Cosa comporta? Che se a una viaggiatrice in transito il bambino nasce in un aeroporto americano, quel bambino è americano. Gli Stati Uniti possono permettersi questa generosità perché ai loro cittadini non danno niente; la naturalizzazione concede semplicemente il diritto di votare, peraltro per uno dei due partiti che da più di un secolo controllano la politica. Niente assistenza sanitaria, nessuna pensione, niente vacanze garantite, nessuna educazione pubblica. Fin dalle sue origini è stato un sistema voluto dal capitalismo per acquisire mano d’opera a basso costo.
Invece la Danimarca, che ai suoi cittadini dà privilegi e tanti servizi, toglie la cittadinanza a chi prenda quella di un altro paese.
Si tratta di scegliere quale modello ci interessa. Il Pd è ormai il partito amerikano; le sue proposte sono o apertamente liberiste o, a mio parere, dei sotterfugi. Penso che sia giusto dare la cittadinanza a chi immigra legalmente in Italia e si integra nella nostra società, e anche ai suoi figli. Ma prima bisogna sciogliere il nodo dell’immigrazione illegale.
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