DI MONICA TRIGLIA
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Oggi è diverso, almeno un po’.

Ci sono più consapevolezza e rispetto per i diritti degli animali, e mi sembra una conquista grandissima.

Sono sempre più numerosi i Paesi, in Europa e nel mondo, che hanno già vietato o limitato l’utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli (18 gli Stati membri dell’Unione europea che lo hanno proibito, in modo totale o parziale). In Italia ci siamo quasi. Grazie a un disegno di legge del governo (DdL 2287-bis) che prevede la loro graduale dismissione. Una riforma che è all’esame della Commissione Cultura del Senato.

 

Ma abbassare la guardia non si può. Solo nel 2016 sono stati sei i circhi condannati in vari gradi di giudizio per reati come il maltrattamento. E c’è ancora chi fa saltare le tigri nei cerchi di fuoco, come ha documentato la Lav, la lega italiana antivivisezione, in questo filmato diffuso a supporto della campagna promossa qualche mese fa e intitolata “Un bel passo avanti”.

 

E’ ora di mettere definitivamente la parola fine all’utilizzo degli animali in tutti i circhi italiani.

Con “Un bel passo avanti” la Lav ha sollecitato l’adozione del disegno di legge, insieme alla garanzia che gli animali che ora si trovano nei circhi vengano portati in centri di recupero dove possano vivere tranquilli e protetti. E ha chiesto  un sostegno per i circhi che faranno i loro spettacoli senza tigri, scimmie, cani…

Io sono d’accordo. E dedico il mio impegno a quella tigre costretta a saltare nel fuoco in un circo di tanti anni fa…

***

aggiornamento del 19 giugno 2017

Le sorti degli animali detenuti nei circhi si giocheranno domani, martedì 20 giugno, con il voto della 7ᵃ Commissione del Senato sulll’emendamento Ranucci-Fasiolo (Pd) che cancellerebbe di fatto con il termine “graduale riduzione” la previsione della “graduale eliminazione degli animali dai circhi” indicata dal disegno di legge del governo 2287-bis del ministro Franceschini (Pd).

Nove senatori (di Sinistra Italiana, M5S, Pd, Mdp e Fi) hanno già annunciato il loro voto contrario all’emendamento ma per poterlo respingere ci sarà bisogno di almeno 12 voti sui 24 totali componenti la Commissione.
Per questo  la Lav ha lanciato un appello a 13 senatori che non hanno ancora espresso una indicazione di voto.

 

La “graduale riduzione” contenuta nel testo dell’emendamento, spiega la Lav, è altra cosa rispetto alla “eliminazione” degli animali. Il disegno di legge del governo 2287-bis, prevedendo una graduale eliminazione degli animali dagli spettacoli circensi, porterebbe nel tempo alla fine dello sfruttamento degli animali nei circhi. La “riduzione”, invece, non avrebbe lo stesso risultato, con il rischio che gli animali continuerebbero a essere usati nelle esibizioni e, in assenza di indicazioni sulle modalità di tali riduzioni e sui tempi entro i quali renderle operative, anche senza sostanziali modifiche nel numero degli animali.

I circhi italiani, sostiene un recente rapporto Censis, sono da anni in crisi economica e pur godendo di contributi statali sono in continuo declino di pubblico. Gli spettatori italiani sono contrari per il 71,4% all’uso degli animali negli spettacoli, mentre apprezzano gli spettacoli che valorizzano l’arte circense umana.

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