DI ELIO LANNUTTI
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Il governo, invece di risolvere le crisi bancarie, continua a combinare pasticci, abusi e discriminazioni, a seconda della denominazione sociale della banca, abusando del proprio potere e della grande, immensa pazienza dei risparmaitori truffati. Giorni fa, per evitare una sorta di default tecnico, il governo ha prorogato il termine di scadenza di un bond di Veneto banca, di sei mesi, configurando un vero e proprio abuso di potere, arrogandosi il diritto di stabilire che i debiti contratti da privati e tra privati possono non essere rimborsati alla scadenza, un abuso giuridico, visto che lo Stato su quei particolari debiti non ha alcuna voce in capitolo e visti i prestiti obbligazionari delle banche per oltre 10 miliardi di euro, con garanzia statale.
Non aveva fatto altrettanto, nonostante le richieste, sul rimborso del bond subordinato in scadenza al 31.12.16 per nominali 328,8 milioni di euro emesso nel 2009 (Isin IT0004548258) e convertibile in azioni Bpvi, probabile oggetto di eventuali rastrellamenti speculativi e favoritismi, quando le quotazioni erano ben sotto la pari, né risposto alle richieste di trasparenza su quanti investitori istituzionali e piccoli risparmiatori furono stati rimborsati alla pari il 2 gennaio 2017 ?
Qualcuno per caso conosceva queste decisioni il 31 ottobre 2016 ed ha rastrellato a colpo sicuro a valori vili, quando la Banca Popolare di Vicenza aveva comunicato che: “i possessori di obbligazioni convertibili Banca Popolare di Vicenza 15.a Emissione Subordinato Convertibile eur 328.878.663,00 2009-2016 Cod. ISIN IT0004548258, avranno la facoltà di esercitare il diritto di conversione. Tutte le domande di conversione pervenute saranno regolate entro il 31 dicembre 2016. Le azioni assegnate in conversione agli obbligazionisti avranno godimento dal 1° gennaio 2017, mentre le obbligazioni convertite frutteranno interessi sino al 31 dicembre 2016”?
Un governo di ministri economici mediocri, che dopo aver approvato a proprio insaputa ed a quella di Bankitalia il bail-in, per poter espropriare 130.000 famiglie, continua a decidere alla giornata, senza un piano organico, i destini di primarie banche, di risparmitaori e lavoratori.
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