DI CHIARA FARIGU

Si celebra oggi la giornata mondiale del rifugiato, appuntamento annuale indetto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di milioni di rifugiati e richiedenti asilo.
No all’indifferenza” ribadisce oggi Mattarella.
Alcuni dati: oltre 65milioni di esseri umani costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciare i propri affetti, la propria terra e la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita.
In media, una persona ogni 113 è costretta a lasciarsi tutto alle spalle e a fuggire via, più lontano che può. Per capire meglio la drammaticità del concetto, ogni 3 secondi una persona abbandona la propria casa e fugge via. Dove non si sa. Ma dove spera possa esserci un po’ di pace dopo tanta violenza e dolore.
E ancora: oltre 21 milioni sono i rifugiati “ambientali”, cioè quanti costretti ad abbandonare le loro terre non perché invase dalla guerra ma a causa di calamità naturali, come siccità e alluvioni.
E intanto mentre si celebra e si commemora e soprattutto si dice quel che si dovrebbe e potrebbe fare, usando rigorosamente il condizionale e mai l’indicativo presente, tempo dei fatti certi, nel Mediterraneo non si riesce più a tenere il conto del numero dei morti. E ancora e più se ne aggiungeranno. Questa l’unica certezza.

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