DI MICHELE ANSELMI

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A FORZA DI “BOLLE” E “SALAMINI” MINOLI SLOGGIATO DA RADIO 24
VOLANO STRACCI TRA IL CONDUTTORE E LA CONFINDUSTRIA
Volano stracci tra Radio 24 e Giovanni Minoli. La prima di fatto ha licenziato Giovanni Minoli e la sua équipe, “a far data dal 16 giugno 2017”, motivando così la scelta: “La trasmissione Mix 24, nei quattro anni di messa in onda, non ha mai incrementato in maniera significativa gli ascolti di quella fascia, come invece ci si augurava visto anche l’elevato investimento economico sul programma”. Il secondo, piuttosto scocciato, ha replicato così: “Giochi di potere interni al Sole 24 Ore nei rapporti con Confindustria. Faccio tanti auguri a Radio24”. Aggiungendo, però, contestando orari e rilevazioni: “Il Sole 24 Ore prima di fare comunicati utili solo a mascherare le ragioni politiche di scelte inconfessabili, dovrebbe fare pace con se stesso e con i numeri che ha sfornato sui risultati di Mix24”.
Minoli parla di “scelte inconfessabili”, ma in realtà tutto è assai trasparente: l’inventore di “Mixer”, tutt’ora collaboratore di lusso della tv La7 dove volentieri intervista il presidente di Confindustria, fu ingaggiato da Roberto Napoletano, all’epoca potentissimo direttore del Sole 24 Ore poi caduto in disgrazia, quindi allontanato dal gruppo confindustriale, per le note scelte editoriali, manageriali e personali. Appare evidente, quindi, che a Radio 24, mentre si discute di possibili cessioni di quote fino al 49% a Sky, Cairo o Rtl 102.5, non è parso vero di potersi liberare anzitempo di Minoli e della sua costosetta redazione. Potendo peraltro confidare sui risultati, ritenuti non entusiasmanti, riscossi al mattino, prima tra le 9 e le 11, poi tra le 9 e le 10.30, da Mix 24 in questo quadriennio. Dice infatti il comunicato dell’editore: “Nella stagione precedente all’arrivo di Minoli, 2012/2013, la fascia dalle 9.00 alle 11.00 registrava 226.000 ascoltatori nel quarto d’ora medio, con 2,2% di share. Le tre stagioni successive 2013/2014, 2014/2015, 2015/2016 con Mix24 hanno registrato una media ponderata di 221.000 ascoltatori con 2,1% di share, mentre nel periodo 2014 – 2016 Radio 24 ha aumentato complessivamente i propri ascolti dal lunedì al venerdì del 12,3%”.
Naturalmente suona vagamente sarcastico il passo finale: “Radio 24 ringrazia Minoli per il contributo dato all’emittente news&talk del gruppo 24 Ore con la sua professionalità e gli augura ogni successo per il suo futuro professionale”.
Fin qui i fatti separati dalle opinioni. Vero è che la trasmissione, spesso realizzata con materiali provenienti dall’archivio di Minoli utilizzati anche per La7, non ha mai davvero decollato e fatto simpatia. A parte l’intervista con personaggi della politica, dell’economia e della cultura che apriva ogni numero del mattino, e si sa che Minoli sa estrarre il meglio dai suoi interlocutori, la chiacchiera è risultata volentieri fine a se stessa, assai salottiera, talvolta addirittura fatua o fumosa, da quattro amici al bar, anzi tre. Con il conduttore impegnato a dirigere sornionamente il traffico tra “le bolle graffianti” di Mario Sechi e “i salamini irriverenti” di Pietrangelo Buttafuoco, le virgolette non sono mie; mentre Alessandra Fiori e Alessandra Cravetto coprivano il versante femminile della ciacola generazionale/disimpegnata. Tutti molto presi a parlare di sé, divagando e celiando, alludendo e cazzeggiando, come capita quando c’è da riempire tanto tempo senza sapere sempre come. Per fortuna c’erano “I gialli della Storia”, un format caro a Minoli e perfetto per le repliche serali.

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