DI RAFFAELE VESCERA

Di Maio rigetta ogni ipotesi di accordo con Salvini: “Io sono del Sud, sono napoletano, non voglio far parte di un movimento che si allea con chi diceva ‘Vesuvio, lavali col fuoco’”.
Così il vicepresidente della Camera a Porta a Porta, ma la notizia che ha del clamoroso per le parole di fuoco, sincere o strumentali che siano, che pochi politici hanno il coraggio di dire contro il razzismo antimeridionale della Lega Nord, viene taciuta o sminuita dai giornali nazionali. Denunciare la funzione affamatrice del Sud che il partito di Salvini svolge da 30 anni significa alzare gli altarini sulla complicità degli altri partiti, Pd o Pdl che siano.
Tace Repubblica, organo ufficioso del Pd, impegnato nella campagna di discredito del movimento di Grillo, tace Il Fatto quotidiano, giornale da sempre tenero nei confronti dell’attività antimeridionale della Lega e dello Stato italiano, e attivo nell’ingigantire le colpe del Sud, e tace persino il Mattino di Napoli, giornale di Caltagirone, che vede come fumo negli occhi le proposte ambientaliste e anti corruzione del M5s.
Bene, che tutti i politici meridionali seguano l’esempio di Di Maio, ma alle parole seguano i fatti, noi valutiamo i politici non per le ideologie di bandiera che sventolano ma per l’impegno che pongono nel combattere la maggiore ingiustizia italiana: la Questione Meridionale.

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