DI STEFANO SYLOS LABINI
Dal 1996 ad oggi il saldo primario italiano è stato mediamente pari al 2% del Pil. Questo significa che dal 1996 ad oggi abbiamo ridotto la quantità di denaro nell’economia reale attraverso maggiori tasse e minore spesa pubblica: sono 700 miliardi di euro ai valori attuali, il 40% del Pil. Nel 2015 sono stati sottratti oltre 20 miliardi di euro all’economia reale (1,4% del Pil) in quanto abbiamo fatto il 2,6% di deficit pagando il 4% di interessi.
E poi ci chiediamo perché dal 1996 l’economia italiana abbia avuto un tasso di crescita bassissimo fino a sprofondare nel periodo successivo alla crisi finanziaria globale del 2008: se continuiamo a togliere soldi e quindi a ridurre la capacità di consumo del settore privato e la spesa del settore pubblico questo è il risultato. Anche negli ultimi due anni con “Renzi il Rottamatore” non c’è mai stata espansione fiscale. La “flessibilità” ottenuta grazie alla benevolenza di Angela Merkel è consistita solo nel rallentare un po’ il ritmo delle manovre restrittive rispetto alle richieste assurde e impossibili della Commissione Europea.
Annunci