DI UMBERTO SINISCALCHI

Lo avevano rilasciato una settimana fa, dopo 15 mesi di detenzione, in coma. Non ce l’ha fatta Otto Warmbier, studente americano, 22 anni. Era stato condannato a 15 anni di carcere dalle autorità di Pyongyang, per aver rubato una bandiera di propaganda.
Otto, 22anni, studiava all’università della Virginia. Sarebbe entrato in coma, secondo i nordcoreano, dopo la somministrazione di un sonnifero in seguito ad un attacco di botulismo.
Dopo 17 mesi di febbrili attività diplomatiche, Otto era finalmente stato rilasciato “per ragioni umanitarie” dal regime di Pyongyang. Ma i medici di Cincinnati, Ohio, dov’è subito stato ricoverato, gli hanno riscontrato gravi danni al cervello.
Ieri la morte. La famiglia ha ringraziato le autorità americane e i medici che hanno tentato di salvarlo, ma, hanno affermato, “il terribile trattamento di torture ricevuto da nostro figlio ha fatto sì che non fosse possibile altro epilogo”.
La morte dello studente rischia di acuire ancor di più le tensioni tra USA e Corea del Nord. La sottosegretario americana per l’Asia orientale, Susan Thomton, oltre al dolore per la scomparsa di Otto, ha espresso viva preoccupazione per le condizioni di altri tre cittadini americani detenuti in Corea del Nord. Delle loro condizioni si sa pochissimo
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