DI ALBERTO FORCHIELLI
https://alganews.wordpress.com/
Nel Regno Unito la rabbia vola ai livelli di guardia. Il terrorista bianco, 48 anni, che con il van cerca la strage alla moschea di Finsbury Park, facendo il verso contrario agli islamici di Westminster Bridge, Manchester Arena e London Bridge, innesca una miccia dal potenziale catastrofico. Adesso a gridare “enough!”, basta!, sono i circa 4 milioni di musulmani di Gran Bretagna che di fonte al morto e 8 feriti di stanotte sentono che la misura è colma anche per loro. Crimini islamici e crimini antislamici si equivalgono nelle rispettive ottiche. Additati, discriminati, perseguitati, in pericolo di vita. Così gridano, mentre chiedono sicurezza: subito poliziotti armati davanti alle moschee (nella sola Londra sono oltre 400) a una polizia che stenta a tenere il passo con i tagli e la perversa congiuntura di tragedie e violenza da contrastare. Imam, vescovi e rabbini uniti lanciano appelli a non esasperare le divisioni, alla solidarietà di fronte alla minaccia degli estremismi, del terrorismo delle etichette religiose. Ma la rabbia di Finsbury Park va a ingrossare il fiume di rabbia di un malessere sociale dilagante, già esacerbato dalla spaccatura sull’Europa e sull’immigrazione. Sono giorni epocali: anche noi che dobbiamo pregare 24 ore su 24 per l’Italia mettiamoci dentro una preghiera per l’Inghilterra.
Annunci