DI ANNA LISA MINUTILLO
Si conclude in modo tragico il caso che riguarda l’omicidio di Luca Varani. Uno dei due suoi assassini, Marco Prato, si è tolto la vita in carcere. Si è suicidato nella cella del carcere di Velletri (Roma), in cui era detenuto, accusato dell’omicidio di Luca Varani, il ragazzo ucciso nella capitale nel marzo dello scorso anno .L’omicidio è avvenuto durante un festino dove i protagonisti erano sesso e droga. Avrebbe dovuto svolgersi proprio domani l’udienza del processo. Marco Prato è stato trovato durante il giro di ispezione con un sacchetto di plastica in testa: sarebbe morto per soffocamento ed Il suo compagno di cella non si sarebbe accorto di nulla.
Il ragazzo, 31 anni, ha lasciato una lettera in cui spiega i motivi del suo gesto. Nella lettera adduce le motivazioni del gesto alle menzogne dette sul suo conto ed all’attenzione mediatica subita.
E’ stata autorizzata da parte del pm di turno la rimozione della salma su cui verrà effettuata l’autopsia. Per l’omicidio di Luca Varani è già stato condannato, in abbreviato, a 30 anni, Manuel Foffo che, con Prato, aveva seviziato e ucciso la vittima. Prato, a differenza del coimputato, aveva però scelto il rito ordinario.
Manuel Foffo è stato condannato a 30 anni di carcere, con rito abbreviato, dal gup Nicola Di Grazia. La perdita di un figlio è un vuoto incolmabile. E Silvana e Giuseppe Varani, genitori di Luca, ucciso un anno fa non riescono a nascondere la loro delusione. Queste le loro parole: «Non solo hanno martoriato il nostro unico figlio, ma hanno tolto la vita anche a noi. E adesso il dolore è ancora più forte, perché per Foffo ci voleva l’ergastolo, non una condanna a 30 anni. Tra 30 anni questo esce ed è tutto finito. La pena di morte la danno agli innocenti. L’hanno data a noi». Ora accanto alla disperazione dei genitori di Luca si aggiunge quella del padre di Marco Prato che ha cercato di stare accanto a suo figlio in questa vicenda drammatica.
Luca Varani è stato ucciso un anno fa con trenta tra coltellate e martellate che hanno straziato il suo corpo fino a provocarne la morte per choc da dissanguamento, in una tortura durata circa due ore.
Due ore in cui Varani è stato in balia dei suoi aguzzini dopo aver bevuto un mix di alcol e medicinali che lo hanno stordito e messo nelle condizioni di non poter reagire a ciò che gli veniva fatto in modo lucido , anche se ha lottato strenuamente fino a quando gli è stato possibile per difendersi.
Un piano scellerato quello ordito da Prato e Foffo con la volontà di fare del male a qualcuno, senza nessuna motivazione.
Un testimone infatti ha reso noto che lo stesso tentativo era stato usato anche con lui solo il giorno prima dell’uccisione di Luca.
Anche lui era stato invitato alle cinque del mattino tramite una telefonata a raggiungere i due in quell’appartamento.
Gli è stata offerta una bevanda a base di super alcolici ed un mix di farmaci che lui ha rifiutato spiegando loro che i super alcolici non gli piacciono e che beve al massimo solo birra quando capita.
A questo giovane è stata offerta anche cocaina che è stata rifiutata, così intorno alle 8, 30 del mattino lo hanno lasciato andare via e molto probabilmente hanno ripetuto il giorno dopo la stessa situazione che ha visto Luca vittima della loro scellerata ed inutile violenza.
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