DI IMMACOLATA LEONE
Come nel film The Truman show, dove l’ignaro protagonista era spiato h24, così 200 milioni di ignari americani sono stati controllati e schedati.
Non si parla di decine di migliaia di persone, ma di ben 200 milioni, la bellezza del 62% della popolazione americana.
Per “distrazione” o per opera di qualche hacker, la Deep root analytics, società di marketing assunta dai repubblicani per le elezioni presidenziali del 2016, ha causato la diffusione accidentale on line dei dati personali e delle opinioni politiche di quasi 200 milioni di cittadini Usa.
Non solo dati personali anagrafici con annessi indirizzi, ma anche sulla religione di appartenenza, le idee politiche, opinioni personali sul porto d’armi e sull’utilizzo delle stesse, sull’aborto e su scelte mediche quali le cellule staminali.
Un lavoro infinito, preso dai vari social network ed ai comitati politici di appartenenza.
Dati personali, scoperti per caso, la settimana scorsa ,da un analista di rischi cibernetici Chris Vickery.
Il fondatore della Deep Root Analytics, Alex Lundry, in una nota ha dichiarato che l’azienda ha preso tutte le misure per prevenire un ulteriore accesso non autorizzato.
In verità, non stiamo parlando di una cosa proprio nuova, dal momento che i partiti hanno sempre raccolto dati sugli elettori, solo che stavolta è la più grande violazione di dati elettorali che gli Stati Uniti possano ricordare.
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