DI FERNANDO CANCEDDA
Un discorso del tutto innovativo rispetto alla cultura cattolica degli ultimi secoli. Così Raniero La Valle, giornalista e scrittore che come pochi altri ha seguito e commentato per oltre mezzo secolo avvenimenti interni ed esterni alla Chiesa e al Vaticano, ha definito l’esortazione rivolta da Papa Francesco al collegio degli scrittori della rivista dei gesuiti “Civiltà Cattolica” indicando loro tre parole che dovevano identificarne la missione: INQUIETUDINE (non essere mai paghi della situazione com’è), INCOMPLETEZZA (sapere che ci sono più cose in cielo e in terra che nella loro comprensione della realtà) e IMMAGINAZIONE (riuscire a pensare l’impensabile, sapere che un altro mondo è possibile a partire dalla liberazione degli oppressi). Tre parole che rappresentano anche il modello che Bergoglio ha dato a se stesso e al suo pontificato, ma che potrebbero valere anche la società laica e per la politica e in particolare per tutti i giornalisti, credenti e non credenti. Per questo il 13 giugno scorso se ne è parlato in un convegno promosso dall’Unione Cattolica della Stampa Italiana nella sede della FNSI. Nel video sono i passaggi che ho ritenuto più significativi dell’intervento di La Valle. Altri interventi potranno essere eventualmente pubblicati separatamente.
Come ha scritto lo stesso Raniero nel sito “Chiesa di tutti, Chiesa dei poveri”, nel dibattito alla Federazione della Stampa  si è detto che anche l’informazione in Italia sarebbe del tutto rinnovata, costruttiva e creativa, se si ispirasse a queste tre parole, che del resto appaiono valide per tutti, in ogni ambito della società e della vita, e potrebbero aprire la via per il passaggio all’epoca nuova.
In particolare da questa triplice conversione a un modo di essere opposto a quello oggi praticato, sarebbe trasformato il mondo politico. I politici sarebbero inquieti, fino a non poter dormire la notte, per la povertà, la disoccupazione e le guerre; sarebbero coscienti della loro incompletezza e perciò non più arroganti, narcisisti, incuranti del popolo e insofferenti della sua rappresentanza, e avrebbero abbastanza immaginazione da pensare e adottare politiche capaci di dare risposta al problema catastrofico e decisivo di oggi, che è quello delle migrazioni, dei naufragi di massa, e perciò dell’inevitabile estensione a tutti i cittadini del mondo (ossia agli “abitanti del pianeta”) del diritto all’eguaglianza e alla libera circolazione tra gli Stati”.
http://www.nandocan.it/le-tre-i-di-papa-francescoinquietudine-incompletezzaimmaginazione-632/
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