DI UMBERTO SINISCALCHI

Aveva 84 anni il professore, da pochi mesi combatteva contro la solita malattia che lascia poco scampo.
Stefano Rodotà aveva lasciato la politica dopo essere stato il candidato dei cinque stelle alla Presidenza della Repubblica, quattro anni fa, quando poi venne rieletto Napolitano.
Era nato a Cosenza, a soli 21 anni si era laureato in Giurisprudenza, per anni ha badato all’insegnamento. Poi l’iscrizione al partito radicale, una candidatura rifiutata nel ’77 e la scelta di correre come indipendente nelle liste del PCI. Eletto nel 1979, Rodotà è rimasto a Montecitorio per quattro legislature. E’ stato per un anno dal’91 al 92, presidente del PDS.
Nel 1997, è stato nominato garante per la privacy, carica che ha mantenuto fino al 2005.
Editorialista del Corriere della Sera, sempre pronto a pungolare e sferzare la classe politica, Rodotà, a parte l’esperienza con i cinque stelle, peraltro subito troncata, è stato sempre ben voluto non solo negli ambienti accademici, ma anche e soprattutto in quelli politici.
Unanime il cordoglio delle forze politiche
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