DI LUCA SOLDI

 

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Una vero e proprio tripudio dei delegati quando nel corso del Congresso della Cisl e’ arrivato Romano Prodi.
Ed ancora di più quando ha poi preso la parola dal palco, parlando di Europa e lavoro, ma anche del tema della riscoperta della politica.
Parole forti che per certi versi rimandano all’impegno di “non fare parti uguali fra diseguali” di milaniana memoria.
“Contro la disuguaglianza nel lavoro serve la necessità della rinascita della politica: il poco lavoro che c’è va distribuito secondo un assetto complesso. E bisogna parlare di cose scomode.
Sento parlare di aliquota unica. Allora abbiamo perduto l’anima.
Facciamo pagare il 45% a chi paga 20mila euro come a chi guadagna 20 milioni. Dove andiamo a finire?”.
“Il sindacato – ha ricordato Prodi – sia protagonista della lotta per l’equità: senza il sindacato la centralità del mondo del lavoro non esiste”.
Infine un affondo verso i detrattori dell’unione europea e dell’euro: “Quando predico sull’Europa, perché ormai il mio ruolo è quello del predicatore, parlo ai giovani dell’importanza dell’Europa… Noi senza l’Europa non saremmo niente”, ha affermato, per poi aggiungere: “L’Euro è l’unico strumento che abbiamo in mano, per costruire il nostro futuro”.
Dopo le polemiche con Renzi quello di Prodi torna ad essere un richiamo verso il dovere all’impegno della politica ed a maggior ragione verso quell’impegno che dovrebbe essere ancora più forte da parte di chi ambisce a voler dare risposte ai più deboli della società.
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