DI CHIARA FARIGU

Nessuna terapia sperimentale per il bimbo di 10 mesi affetto da una malattia rara e incurabile. Per il piccolo Charlie hanno deciso i giudici della Corte Europea dei diritti umani: soffre pene indicibili pertanto gli verrà staccata la spina. Contro il volere dei genitori che vorrebbero tentare altre vie, anche negli Usa pur di non lasciare nulla di intentato. Un tira e molla coi medici per i quali non c’è niente da fare se non lasciarlo al proprio destino. Un caso di fine vita anomalo perché contrario al volere dei genitori che hanno tentato tutto il possibile per curare quel figlio così indifeso e sfortunato.
Una vicenda che sta facendo discutere a lungo dentro e fuori i confini britannici.
In Italia Fedriga della Lega chiede l’intervento di Papa Francesco affinché il piccolo possa almeno morire tra le mure domestiche circondato dell’affetto dei suoi cari. Perché in questa brutta vicenda c’è anche il divieto per Charlie di lasciare l’ospedale presso il quale è ricoverato.
Davvero complicato prendere una posizione in questa storia. Propendere cioè verso la famiglia che reclama comunque il diritto alla vita sperimentando tutto lo sperimentabile o verso quei giudici che impongono di spegnere la luce perché quella ‘vita’ è da sempre avvolta nelle tenebre

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