DI NICOLA FRATOIANNI

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 Per decisione del Ministero dell’Istruzione saranno ancora meno i posti a numero chiuso nelle Facoltà di medicina: 9mila e 100 quest’anno, 124 in meno rispetto al 2016.

È facile capireperché: si prevedononuovitagli in sanità con conseguenteriduzionedellerisorseumaneimpiegate. Al solito il governopensa solo a programmare la riduzione dei servizipubblici senza curarsiminimamente di garantire il dirittoalla salute dei cittadini.
Eppure solo pochi giorni fa i titoli dei giornali erano dedicati ai 12 milioni gli italiani che rinunciano alle cure per problemi economici. Completamente ignorati.
Eppure nel 2015 un’indagine conoscitiva del Senato denunciava una carenza di professionalità mediche e l’età media sempre più avanzata dei medici del Sistema Sanitario Nazionale. Ignorati anche loro.
E lo stesso vale per l’allarme lanciato dall’Osce sul numero insufficiente di medici in Italia nei prossimi anni, analizzato nel rapporto Health at a glance 2015/2016.
Ignorato anche questo.
Ciò che conta è che gli affari vadano avanti, con i soldi di chi ancora può permettersi di curarsi. Gli affari di una sanità privata in continua espansione e delle compagnie di assicurazione, che lavorano per l’americanizzazione del settore.
Meno medici, meno spesa pubblica, meno persone che si curano, meno qualità e più rischi per chi invece ancora può farlo. È un circolo vizioso che dobbiamo interrompere.
Sanità universale pubblica, gratuita e di qualità: la sinistra esiste per difenderla e noi lo faremo, senza ambiguità, senza cessioni alle logiche del mercato.

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