DI BOBO CRAXI
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E’ triste affermarlo ma c’è poco da celebrare. Come hanno confermato anche le recenti elezioni parziali amministrative non il Socialismo che è vivo, vegeto ed arzillo in diversi luoghi del nostro continente, ma il Partito Socialista si sa che versa in uno stato di crisi. Nonostante ciò il duo che di fatto esercita la guida principale di ciò che resta della nostra storica organizzazione, parlo di Nencini e Pastorelli perché la figura del Presidente è pressochè ornamentale, ha deciso di celebrare il 125° nella città dove non celebrammo una tappa particolarmente fortunata.
Spiace, molti di noi sono ancora iscritti, non tanto per la mancanza di invito alla celebrazione( l’astio degli attuali locatari del partito non consente gesti politici distensivi anzi..)quanto perché in ben altre condizioni si sarebbe potuto celebrare un anniversario comune unendo la verifica di cinque anni dal rientro nelle istituzioni, conosciamo tutti lo stato del Partito e quindi ogni commento malevolo sarebbe superfluo, ma anche riflettere sul fiorire di tendenze politiche in Europa ed anche nel Mondo e aggiungo anche in Italia che riscoprono e rispolverano il Socialismo.
Naturalmente sono diverse le sfumature di questi socialismi, da un lato la riscoperta dei dettami ottocenteschi che difendono i principi fondamentali che oggi sembrano essere non solo aggrediti ma anche messi in discussione dalla globalizzazione; dall’altra l’ennesimo tentativo di superarne i precetti ritenendo cosa possibile compenetrare difesa degli interessi generali, dei più deboli, degli stati sovrani e governare i processi economici globali che non intendono frapporre alcun impedimento, alcuna regola. A sinistra oramai sono sorti anche gli esaltatori di questo meccanismo infernale pensando di poter governare democraticamente la globalizzazione attraverso concessioni compassionevoli sotto forma di bonus ma privilegiando ed incoraggiando lo spirito intraprendente privato nei settori più strategici e vitali dello Stato che per i liberisti è causa di ogni male mentre invece andrebbe rilanciato come possibilità di riscatto e rilancio dell’economia.
Il Socialismo Italiano può scegliere e decidere se auto-rappresentarsi come un’appendice di una declinante fase politica di un Partito che è nato di fatto per assorbire e cancellare i socialisti ( immagino che nel 2008 molti di noi erano nati) oppure scegliere in questa fase un mare più largo, posto che l’orgoglio di una presentazione politica autonoma al cospetto dell’elettorato italiano è stata sempre scartata con un pre-giudizio di incapacità, siccome il destino non è segnato per sempre chi oggi celebra in solitudine una genesi collettiva così importante per la storia del nostro paese si ponga anche un problema che non è quello di traguardare il prossimo appuntamento elettorale ( per quello gli “stai sereno” si saranno sprecati) ma la prossima stagione politica della sinistra in Italia ed in Europa nella quale l’assenza del Socialismo Italiano pesa e peserà. Noi verifichiamo per l’intanto se esistono delle condizioni favorevoli perché una Sinistra più larga contenga anche i Socialisti Italiani, l’ideale è che a questo appuntamento arrivino tutti, il tempo può darsi aiuti a schiarirsi le idee. Ad ogni buon conto auguri ai compagni che conosco e che rispetto siano essi amici o avversari.

Risultati immagini per I 125 ANNI DEL SOCIALISMO ITALIANO, MA OGGI C' E' POCO DA CELEBRARE

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