DI GULIO CAVALLI
https://alganews.wordpress.com/
C’è un testimone di giustizia (che poi in realtà è “diventato” collaboratore di giustizia per una scelta che nessuno s’è preso la briga di spiegare) che è in sciopero della fame da settimane. Si chiama Angelo Niceta e, come succede spesso per i testimoni di giustizia, la sua storia (la trovate qui) è complessa ed è rimasta ingarbugliata nei fili di una burocrazia che piuttosto che risultare premiante per chi decide di denunciare finisce per essere un ostacolo, aggiunto all’isolamento e alle minacce.
In difesa di Angelo e della sua famiglia si stanno mobilitando molti cittadini da tutte le parti d’Italia perché il caso abbia l’attenzione che merita e, soprattutto, perché le istituzioni escano dal loro torpore e si prendano la responsabilità di fornire delle risposte. Il comitato “Cittadini per Angelo Niceta” ha lanciato una petizione (potete firmarla qui) a cui hanno già aderito più di 24.000 cittadini:
“Angelo Niceta è il Testimone di Giustizia che sta raccontando alla magistratura gli affari e le collusioni della mafia siciliana, chiamando in causa, tra l’altro, la famiglia Guttadauro e Matteo Messina Denaro.
Nonostante l’importanza oggettiva delle sue dichiarazioni, riconosciuta dalla Procura di Palermo che ha richiesto per lui speciali misure di protezione, gli viene negato il ruolo di Testimone di Giustizia.
Chiediamo alle Istituzioni competenti di attivarsi immediatamente per Angelo Niceta.
E come prime misure concrete da attuare:
a) Il riconoscimento anche formale del suo status di Testimone di Giustizia;
b) L’attivazione della scorta e delle altre misure di protezione a tutela sua e della sua famiglia;
c) L’intervento del Comune di Palermo a mettere in atto le misure in suo potere per fare fronte all’attuale gravissima situazione di isolamento sociale ed indigenza economica che si è creata a causa della sua “scomoda” testimonianza. “
Noi non solo siamo dalla parte di Niceta perché abbia quanto prima la giusta attenzione che merita il suo caso ma continuiamo a chiedere (e continueremo a farlo) una maggiore cura per i testimoni di giustizia e tutte quelle persone che, mettendo a repentaglio la propria sicurezza e quella della propria famiglia, denunciano il malaffare e rendono questo Paese un posto migliore. Abbiamo fortemente voluto con noi al Politicamp dell’anno scorso il presidente dell’Associazione Testimoni di Giustizia Ignazio Cutrò e con lui sul palco ci siamo promessi di costruire un Paese che non lasci nessuno indietro, in nessun campo. Antimafia inclusa.
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