DI SERENA IANNICELLI
Premessa: vivo nel disincanto. Mi ha salvato da quando ho avuto anima.
Ora: Charlie. Che vada. La vita non è “sacra”, è solo vita. Ed ha bisogno di nutrimento, di risate e lacrime, di pensiero e di corse, di cielo e mare, di musica e cose belle e buone da guardare, toccare, annusare, mangiare. Ha bisogno di innamorarsi, immergersi nelle emozioni di tutte le nature. Una vita ha bisogno di “qualità”, e appartiene solo a chi la vive. L’amore dei genitori di Charlie è, come tutti gli amori terreni, egoista. E questo loro attaccamento ad un corpicino inerme mi pare più un dire: “guardateci, compatiteci. Nonostante tutto noi, noi bravi genitori, noi l’amiamo. Non lo lasciamo andare anche se condiziona tutta la nostra vita. Noi siamo buoni genitori, nessuno potrà rimproverarci nulla” . E intanto che loro si apparecchiano il futuro, il bimbo, condannato, soffre.
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