DI LUCIO GIORDANO

Gli stessi occhi, lo stesso sguardo. Al padre somiglia in maniera impressionante, Davide Rossi, figlio  di Vasco Rossi, uno dei cantanti rock più amati d’Italia. E anche da un punto di vista caratteriale le analogie sono diverse: “ Di sicuro ci piacciono le donne”, ridacchia Davide mentre prepara gli strumenti del mestiere da dee jay, lavoro che anche il papà ha praticato in gioventù: “ Solo che io ho un vocalist, un amico che accompagna con la voce le mie esibizioni. Mentre papà, come mi ha detto stupito qualche tempo fa, faceva tutto da solo, intrattenendo i giovani clienti della discoteca che aveva aperto con un amico, il Punto club”.

Il dee jay, mettere dischi per far ballare i coetanei, è però il secondo lavoro di questo ragazzo romano di 21 anni, frutto della relazione tra il padre, Vasco Rossi e la madre, Stefania Tuccino. Il primo è  quello dell’attore. Davide, già visto in Scusa ma ti chiamo amore, è infatti  il protagonista di Albakiara, scritto con la kappa, storia d’amore adolescenziale diretta da Stefano Salvati.

Albachiara, quindi. Guarda  caso il titolo di una delle canzoni più belle del padre, insieme con Siamo solo noi, Vado al massimo, Vita spericolata, c’è chi dice no, Rewind, liberi liberi, e un Senso. Nel film, interpretato anche da Laura Gigante, la  protagonista femminile e da Raz Degan nei panni di un poliziotto corrotto,  Vasco Rossi firma anche le musiche: “ Sono stato scelto dopo numerosi provini, mette le mani avanti Davide come a dire “non sono un raccomandato. Il Regista naturalmente sapeva chi fossi però non mi ha avvantaggiato in nessun modo. Evidentemente serviva un attore con le mie caratteristiche, un adolescente che si innamora di una certa Chiara, ragazza molto romantica. Il film è la storia della loro relazione, fatta di passione ma anche di tradimenti. Come capita tra quelli della mia generazione”.

Non che la cosa piaccia molto a questo ragazzo del quartiere Prati di Roma. Anzi: “ Sono di vecchio stampo, in amore. Considero la fedeltà un valore assoluto. Se ami ci deve essere fiducia, rispetto e un  progetto comune, dice Davide, altrimenti non ha senso stare insieme a qualcuno”. Meglio liberi, liberi, come cantava il papà. E come sta vivendo in questo momento Davide: “ Ho diverse amiche ma nessuna fidanzata ufficiale. Mi sto guardando intorno anche se da qualche mese sono andato a vivere da solo e mi piacerebbe iniziare una storia vera, lunga, bella”.

E per fortuna che davide non ha nessun dubbio riguardo alle intenzioni delle ragazze che frequenta: “ Pensi di piacere per quello che sono, non perché sono il figlio di Vasco Rossi. Mi considero carino, interessante e anche se non avessi il cognome che ho, piacerei lo stesso”. Va bene, va bene cosi. Certo che quello che porta è un cognome pesante. Davide è il primo dei tre figli di Vasco Rossi, in un anno in cui, il 1986,  il cantante non si negava avventure sentimentali. Nello stesso periodo di Davide, una ragazza ferrarese metteva al mondo Lorenzo, pochi mesi ancora e iniziava una lunga storia d’amore ancora in piedi   con Laura Schmidt, madre di Luca, diciassette anni. Vasco riconobbe Davide nel 90. Nel frattempo Stefania Tuccino aveva iniziato una convivenza con un altro uomo e messo al mondo con lui un’altra figlia, Alessandra. Famiglia allargata, dunque, e a otto anni trasloco in Costa azzurra, per seguire gli interessi del convivente della mamma: “ E’ stata un’esperienza bellissima quella in Francia, ricorda ora Rossi,  per cinque  anni ho fatto le scuole li, imparando perfettamente il francese. E papà, domando?: “ Lo sentivo ogni tanto. Mamma non mi ha mai nascosto la verità, raccontandomi subito chi fosse il mio vero padre. Non ho mai provato rabbia nei suoi confronti. E nemmeno un senso di abbandono”. Anche se ancora oggi padre e figlio non si vedono spessissimo, da come Davide parla del cantante rock si capisce che il rapporto tra di loro è solido: “ So di essere il figlio di un grande artista e io sono un suo grande fan. Ho tutti e 25 i suoi cd e conosco a memoria tutte le sue centotrenta canzoni.  Ma so anche di essere il figlio di un uomo con dei valori veri. Papà non si è mai tirato indietro di fronte alle proprie responsabilità. Anche nei confronti di Lorenzo, che vedo qualche volta: si è sottoposto spontaneamente alla prova del Dna e una volta avuta la conferma che fosse suo figlio non ha esitato a riconoscerlo”. Per questa e per altre ragioni Davide non ha mai pensato di rinnegare il  cognome che porta: “ e poi, dice,  sarebbe da incoerenti farlo. Onestamente: papà, qualche strada me l’ha aperta. Del resto sono il figlio di Vasco, gli voglio bene, perché dovrei  cambiare il nome che porto?”.

Davide tra l’altro è uno partito dalla gavetta. A 14 anni papà Vasco iniziava la propria carriera musicale insieme ai Killer, un gruppo rock emiliano, Davide a 16 è stato sul primo set importante, quello di Caterina va in città, regia di Paolo Virzi: “ E’ stato il momento più emozionante della mia carriera, ricorda Rossi. Conoscevo già il regista livornese di nome e quando mi ha scelto stentavo a crederci. Il primo giorno sul set mi sentivo piccolo piccolo al suo cospetto. Ma quella è stata per me una splendida giornata”.  Stravissuta, senza tregua, che come canterebbe papà Vasco. Il quale non ha mai ostacolato la sua passione per la recitazione, che Davide sta migliorando con delle lezioni private affidate all’attrice Gisella Burinato: “ All’inizio, però, dice, avrebbe voluto facessi un altro lavoro, magari il giornalista. Poi ha capito che facevo sul serio e si è rassegnato, un po’ come era capitato a lui con i miei nonni”.

Una cosa comunque  è certa: Davide non è tipo da impiego tranquillo: “ Non dico di amare la vita spericolata, anche se a diciott’anni ho spinto molto sull’acceleratore, quando andavo in auto. Però non mi ci vedo proprio a stare dietro ad una scrivania o fare l’avvocato. Sono sempre stato un tipo esuberante, sin da bambino. Esuberante e vivace. Che non amava troppo le regole. Ricordo che giocavo a calcio, ero anche bravino in attacco. Ma non riuscivo proprio ad adattarmi agli schemi del mio allenatore. Ho mollato cosi su due piedi e il giorno in cui ho capito che avrei potuto cedere qualche millimetro del mio modo d’essere era troppo tardi: il mister mi aveva messo fuori squadra” . Vivace, testardo, ma anche timido: “ E’ l’aspetto del mio carattere che sopporto meno, dice di se Davide, ho provato anche a lavorarci sopra in passato e qualche risultato ho iniziato ad ottenerlo. Però per uno che ama stare in mezzo agli altri essere bloccato dalla timidezza non è bello”.

Rewind. Se potesse tornare indietro, come fosse un videoregistratore, davide cosa cancellerebbe del suo breve passato? “ Niente, grazie. Da papà ho ereditato una convinzione: che tutte le esperienze aiutano a crescere. Anche le meno belle. L’importante è non procuraseli gli errori. E fortunatamente la mia famiglia mi ha aiutato a capire cosa fosse giusto, cosa sbagliato, nella vita”. C’è chi dice no, si intitola una delle più belle canzoni di Papà vasco. Davide no lo dice forte e chiaro all’aberrazione umana: “ Mi ha sconvolto la storia di quell’ingegnere austriaco che ha rinchiuso in cantina la figlia per 24 anni. Lo trovo semplicemente pazzesco. Sono fermamente contrario alla pena di morte ma in quel caso le mie certezze hanno vacillato. Chi sbaglia deve pagare. Se faccio degli errori io mi assumo le responsabilità. Sempre. E non vado a dire in giro è colpa d’alfredo”. Altra canzone di culto di papà Vasco. Che nei confronti delle donne aveva assunto un atteggiamento maschilista dopo la fine della sua più importante storia d’amore con Paola Panzacchi, alla quale aveva dedicato una canzone: brava. “ Che è il brano che più preferisco di papà, dice davide. E però il mio atteggiamento nei confronti delle donne è diverso. Io sono convinto della loro superiorità. Le donne hanno le chiavi del mondo. Sono il sesso forte. Io sto cercando di capirle, anche se non sempre è facile”.

Davide si è in innamorato soltanto una volta, finora. Di Ele. “ E’ durata sei mesi in tutto ma anche io,  come mio padre,  ne sono uscito a pezzi. Ora ho imparato ad essere diffidente anche se non sono deluso dall’amore”.

In questo momento del resto Davide sta pensando soprattutto al lavoro: “ Vado al massimo. Posso dirlo tranquillamente. Negli ultimi dodici mesi ho interpretato due film, nei fine settimana estivi ho in piedi una tournèe per l’Italia come dee jay. Sono in attesa di un paio di risposte per altrettante pellicole da realizzare in autunno. Infine sto arredando la mia nuova casa alla Balduina, quartiere residenziale di Roma. Insomma negli ultimi due anni sono riuscito a vincere la mia proverbiale pigrizia”. E a forse a dare anche un senso alla propria vita. Sempre che un senso questa vita ce l’abbia.

pubblicato il 5 maggio 2008

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