DI RUGGERO PO
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Quindici minuti mi sono bastati per ricostruire la storia del bimbo inglese che oggi fa parlare il mondo. Tempo che anche i nostri Renzi e i nostri Grillo, o i loro spindoctor, potrebbero usare per informarsi prima di parlarne. 1. La Corte Europea Diritti Uomo, non l’Unione Europea, il cui compito è verificare che le decisioni nazionali non ledano i diritti umani, ha ritenuto che la sentenza dell’Alta Corte inglese è valida; 2. Il rifiuto all’uscita dall’ospedale è motivato con la necessità di garantire le adeguate terapie antidolore fino all’ultimo respiro di Charlie.
È un caso drammatico. Usarlo per le proprie speculazioni di bottega è osceno. E poi qualcuno dica alla cara Dacia che la decisione di mandare sua madre a morire a casa qui non ci azzecca punto.

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