DI ANDREA FACE
 Roberto Gioacobbo nasce a Roma il 12 ottobre 1961. Di origini venete, trascorre gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza (dal 1961 al 1975) a Bassano del Grappa, città natale del padre. Laureato in economia e commercio, esercita la sua attività di giornalista come scrittore, autore radiofonico e televisivo e conduttore di trasmissioni televisive. Inizia a lavorare come autore radiofonico nel 1984 per Radio Dimensione Suono (RDS). Negli anni Novanta si dedica alla televisione firmando programmi come autore, tra cui “La cronaca in diretta”, nato su Raidue nel 1994 e portato poi su Raiuno come “La vita in diretta”. Nel 1997 inizia ad occuparsi per la televisione di argomenti relativi al mistero, un genere che lo renderà negli anni successivi conosciuto al grande pubblico. Il primo programma come autore è “Misteri”, per Raidue, condotta da Lorenza Foschini. Nello stesso anno realizza lo speciale “Dario Fo – un giullare alla corte del Nobel”, per Raitre. Nella stagione 1999/2000 realizza “La macchina del tempo” per Rete 4, condotto da Alessandro Cecchi Paone, vincitore nel 2000 del Telegatto e del premio Oscar TV della Rai. Nel 2000 appare in TV come conduttore, oltre che come autore insieme a Irene Bellini, di una trasmissione dedicata al mistero, “Stargate – Linea di confine” per Telemontecarlo (TMC). Dal 20 maggio 2003 ritorna in Rai, come autore e conduttore di “Voyager”, su Raidue, il cui successo fa sì che sia in onda ancora oggi.
L’INTERVISTA
«Grazie al mio lavoro io viaggio molto, e poiché mi piace conoscere la cucina del posto in cui mi trovo, Italia o estero che sia, sono abituato a mangiare le cose più svariate che a volte mi deludono, ma altre volte mi lasciano entusiasta come è accaduto per il risotto certosino che ho assaggiato per la prima volta tempo fa a Torino. Ero lì per il Salone del libro e una sera dei funzionare Rai mi hanno portato in un ristorante che conoscevano. Loro stessi mi hanno suggerito di prendere il risotto. Mi è piaciuto tanto che da allora ogni volta che mi trovo a Torino per girare qualche servizio per la mia trasmissione vado sempre a mangiare lì e porto con me tutta la troupe di Voyager. Al ristorante ormai ci conoscono bene per cui quando ci vedono arrivare, senza neanche chiederci cosa vogliamo, fanno un pentolone di risotto che portano a tavola e ci riempiono i piatti al momento».
Gentili questi ristoratori.
 «Sì, ma non sono mica gli unici. Sempre a Torino c’è un altro ristorante dove appena entro cominciano a prepararmi l’albese, un antipasto di carne cruda. Il piatto è una mia scoperta, mentre il ristorante me lo hanno fatto conoscere il dottor Aldo Provera, amico ed esecutore testamentario di Gustavo Rol, famoso sensitivo del secolo scorso, e Domenica Piazza Fenoglio, anche lei amica di Rol. Entrambi, in due momenti diversi, mi hanno portato nello stesso ristorante. Io avevo visto una pietanza e mi è venuta la curiosità di assaggiarla, per cui una sera sono tornato da solo e l’ho chiesta. La pietanza era l’albese. A me è piaciuta molto e ne ho chiesto ancora, per cui me ne hanno portato una sperlunga, poi ancora un’altra, così l’antipasto è diventato la mia cena. E ogni volta che vado lì finisce allo stesso modo».
Quando mangia queste cose che la entusiasmano, si fa dare la ricetta e poi se le fa preparare da sua moglie?
 «Sicuramente mi faccio dare la ricetta, ma non me la faccio preparare da mia moglie, semmai la facciamo insieme. Già perché io, specie quando torno dall’estero, piuttosto che portare i souvenir, che tanto fanno tutti in Cina, mi piace portare i sapori. Compro le cosa particolari del posto che poi cucino per la mia famiglia e i miei amici. Mi piace invitare a cena per far assaggiare cibi particolari, che in Italia non sono usuali».
All’estero, quindi, non cerca mai di mangiare cose italiane?
«Non proprio. C’è un piatto tipicamente romano al quale non so resistere: la carbonara. E’ una cosa che mi è sempre piaciuta moltissimo e che in ogni parte del mondo dove vado, se scopro che c’è qualche ristorante che la fa, e la fa bene, diventa il mio ristorante preferito».
Ma davvero si piò mangiare una buona carbonara all’estero?
«La carbonara la cucinano in molti paesi stranieri, naturalmente dove ci sono italiani. E’ una delle cose che trovi più facilmente. In qualche posto, poi, sono stato io ad insegnare a farla».
In Italia fa il divulgatore scientifico e all’estero il divulgatore gastronomico?
«Devo ammetterlo, fu una questione di gola. Mi trovavo in giro da circa un mese e l’ultima tappa di questo viaggio era l’Isola di Pasqua, che è il luogo abitato più lontano da qualunque altro luogo abitato al mondo. Per raggiungerlo ci vogliono quattro ore e mezzo di volo sull’Oceano Pacifico sia dal Sud America che dalla Polinesia. Un puntino di terra in mezzo al mare. Lì c’era un ristorante di un francese che aveva sposato una polinesiana ed era rimasto a viverci».
E cosa cucinava?
«Naturalmente si mangiava sempre e solo pesce. Un giorno vado nella cucina per fare due chiacchiere con il cuoco e mi accorgo che ci sono due confezioni di spaghetti. Il mio primo pensiero è stato: carbonara. Chiedo di farla, ma lui non sapeva neanche cosa fosse. Glielo spiego, ma il problema erano gli ingredienti. Al posto della pancetta che era assolutamente impossibile da trovare, abbiamo messo il prosciutto crudo. Poi cercavamo l’uovo, ma lì le galline l’uovo lo fanno solo quando devono riprodursi. Era inverno e non ne facevano. Abbiamo girato tutta l’isola ed abbiamo trovato un solo uovo. L’ho fatta preparare a lui per fargliela imparare, seguendolo passo passo, ed è venuta un’ottima carbonara. Ora, se andate all’Isola di Pasqua ed entrate nel ristorante che questo signore ha chiamato Obelix, aprendo il menù, troverete tra tanti piatti di pesce di tutto il mondo: carbonara».
LE RICETTE
RISOTTO CERTOSINO ALLA PIEMONTESE

Ingredienti per 4 persone: 360 grammi di riso, 400 di gamberi d’acqua dolce, 250 di piselli, 200 di funghi freschi, 100 di burro, 6 filetti di persico, 2 cucchiai d’olio extravergine di oliva, 1 bicchiere di vino bianco secco, 2 pomodori, 2 porri, 2 carote, 1 cipolla, 1 gambo di sedano, sale.

Preparazione: In una casseruola scaldate l’olio e 25 grammi di burro, poi aggiungete i porri tritati, delle foglie di sedano, le carote a fettine, il sale e fate soffriggere il tutto, quindi versate mezzo bicchiere di vino e fate evaporare. Aggiungete un litro e mezzo di acqua salata e portate a bollore. Nel frattempo lessate i gamberi in acqua salata per pochi minuti, sgusciateli, tenete da parte la polpa e tritate i gusci e versateli nel brodo ottenuto, poi filtrate il tutto. A questo punto, in un tegame, scaldate 30 grammi di burro con un cucchiaio d’olio, aggiungete mezza cipolla tritata, il riso e fate cuocere per circa 18 minuti versando il brodo poco alla volta. In un altro tegame sciogliete il burro rimasto, adagiatevi i filetti di persico, versate l’altro mezzo bicchiere di vino bianco, fate evaporare, aggiungete i pomodori pelati tagliati a filetti, i funghi tagliati a rondelle, la polpa dei gamberi e i piselli. Coprite e lasciate cuocere per 10-15 minuti. Quando il risotto sarà pronto, distribuitelo nei piatti e al centro di ogni porzione mettete un filetto di pesce, dei gamberi e dei funghetti, poi irrorate con il sughetto.

ALBESE

Ingredienti per 4 persone: 500 grammi di filetto di manzo, 10 cucchiai di olio extravergine di oliva, 50 grammi di tartufo bianco, un limone, uno spicchio d’aglio, sale, pepe nero.

Preparazione: tagliate il filetto di carne in fettine molto sottili; in una ciotola preparate un’emulsione con l’olio, il limone, sale e un po’ di pepe nero. Spennellate con questa emulsione il fondo di un grosso piatto di portata; disponetevi le fettine di carne e, aiutandovi con una forchetta, passatevi sulla carne l’aglio sbucciato. A questo punto distribuite sulle fettine il resto dell’emulsione e poi una bella spolverata di tartufo a scaglie.

SPAGHETTI ALLA CARBONARA

Ingredienti per 4 persone: 400 grammi di spaghetti, 100 di pancetta affumicata, 80 di pecorino grattugiato, due cucchiai d’olio extravergine di oliva, 3 uova, sale, pepe.

Preparazione: in una pentola mettete a bollire l’acqua salata e poi mettete a cuocere gli spaghetti. Nel frattempo, in una padella capiente, mettete l’olio e la pancetta facendola cuocere a fuoco lento. Intanto, in una ciotola, sbattete le uova con un po’ di sale e di pepe. Scolate la pasta ancora un tantino cruda, versatela nella padella e mantecate per un paio di minuti. Spegnete il fuoco e aggiungete, sempre nella padella, le uova sbattute e una parte del pecorino; mantecate di nuovo e, una volta fatte le porzioni, mettete, piatto per piatto, ancora pecorino e pepe.

 

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