DI LARA CARDELLA

Si può scrivere un post anche per esprimere dubbi, non solo per urlare slogan. Nella storia del piccolo Charlie, il bambino affetto da una rara malattia a cui è stato deciso di staccare la spina dai giudici perché inguaribile, io ho tante incertezze. Penso ai genitori e li capisco: anch’io proverei in ogni modo a salvare il mio bambino, se fossi al posto loro. Ma ritengo giusta anche la decisione dei giudici: guardare all’esclusivo bene del bambino e impedirgli di continuare a soffrire inutilmente. Non vedo cattivi, non vedo mostri che vogliano la morte di un bambino per sadismo. Vedo tanta, troppa sofferenza e decisioni difficili da prendere, sia da una parte che dall’altra. Mi spiace che qualcuno ne stia approfittando per portare avanti un programma politico, quando l’unica cosa a cui penso è perché non possano essere spesi più soldi per la ricerca e per salvare vite. Poi, resto con tutte le mie incertezze, con l’impossibilità e la non volontà di lanciare giudizi contro persone che non conosco. E un pensiero solo per lui, per Charlie: che non soffra ancora, che non sia strumentalizzato, che gli siano garantiti il rispetto e la serenità che ogni bambino dovrebbe avere

Annunci