DI LUCA SOLDI

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Prosegue la serie infinita di attacchi alle cooperative di Libera Terra. Si tratta di una vera e propria guerra per il predominio del territorio, delle due attività e di quanti credono che non si debba chinare il capo alle illegalità ed il malaffare.
Questa volta la furia devastatrice della ‘ndrangheta colpisce quanti in quelle terre così difficili devono combattere non solo contro le avversità della natura e le difficoltà del lavoro nei campi già duro anche in condizioni normali.
Un rogo, di cui sembrerebbe evidente l’origine dolosa, sta distruggendo alcuni ulivi secolari in un terreno confiscato alla cosca Alvaro della ‘ndrangheta e affidato alla cooperativa Valle del Marro, nelle campagne di San Procopio.
È il sesto atto intimidatorio che colpisce in poco tempo la cooperativa che coltiva terreni confiscati alla ‘ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro. Alle cosche non sono bastati i sabotaggi agli impianti irrigui a Oppido e Gioia Tauro.
Adesso ad essere colpito è stato un uliveto nel comune di San Procopio che Libera attraverso la cooperativa Valle del Marro aveva ottenuto nel 2009 dopo che in precedenza era stato sequestro alla cosca.
Le fiamme hanno stranamente interessato l’interno dei tronchi degli alberi, una cinquantina dei quali sono già stati distrutti. Se dovesse essere confermata la causa dolosa, si tratterebbe “solo” di un ennesimo atto di guerra al quale le stesse istituzioni trovano difficoltà a fare da argine.
I giovani soci della cooperativa continuano ad investire energie, lavoro e soldi ma il contesto e gli attentati stanno minando lo spirito iniziale.
Pochi i dubbi, il presidente della cooperativa Domenico Fazzari, che ha dichiarato: ” è l’unico terreno che sta bruciando nella zone. Le fiamme sono partite dall’interno e hanno già distrutto una cinquantina di ulivi secolari. Da soli – denuncia – non ce la facciamo a spegnere le fiamme”. Il fatto che vigilanza nella zona fosse stata rafforzata non è servita.
La recrudescenza degli atti intimidatori fa sospettare che la ‘ndrangheta abbia intenzione di assestare un colpo definitivo al lavoro della cooperativa che si stava avviando a far conoscere i suoi prodotti su tutto il territorio nazionale. Intanto mentre le autorità hanno iniziato le indagini il mondo di Libera si muove per dare solidarietà e sostegno a quanti stanno lavorando in quelle terre.

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